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Lo spread «vede» quota 300, poi cala. Tria: nervosismo ingiustificato

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Confindustria al governo: si faccia attenzione al linguaggio. Conte: non sarà un’impresa facile evitare che a fine anno scattino 23 mld di clausole Iva

Lo spread si avvicina a quota 300 e rende ancora più difficile “l’impresa” di evitare l’aumento a fine anno dell’Iva. A dieci voti dal voto, i mercati non sembrano più reggere la pressione di una campagna elettorale dai toni esplosivi. E avvertono il governo che dopo il 27 maggio i nodi verranno al pettine. Lo fanno con un “nervosismo” che il ministro Giovanni Tria definisce “ingiustificato”. “Non preoccupatevi”, dice il premier Giuseppe Conte agli investitori. Matteo Salvini, incalzato da Luigi Di Maio che lo accusa di aver provocato la tempesta, scrolla le spalle e tira dritto. Ma Giancarlo Giorgetti evoca il rischio che lo spread, dopo il voto, “condizioni” le scelte della politica.

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