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Westfalia: La storia dell’automotive

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E’ andata in onda il 16 ottobre sul canale 821 di Sky l’intervista al dott. Carlo Alberto Turco, il quale ha raccontato a Martina Villanova la storia della Westfalia, in cui l’attenzione al mercato dell’automotive ha consentito di portare migliorie ai sistemi già esistenti.

Westfalia, azienda storica tedesca, può vantare 175 anni di attività. Nasce infatti nel 1844 come piccola bottega artigiana in un piccolo paese nel nord della Germania, Wiedenbrück, da un fabbro, Johann Bernhard Knöbel, ed i suoi due figli: lavoravano sui mezzi di locomozione che esistevano all’epoca, quindi creavano dei piccoli rimorchi e calessi, trainati dai cavalli, per trasportare persone e cose.

L’azienda inizialmente portava il nome del fondatore, Herr Knöbel, trasformandosi poi in Westfalia da una italianizzazione del nome della regione tedesca in cui è nata, Westfalen, in quanto già all’epoca si vedeva l’Italia come una nazione cui ispirarsi.

Nei decenni successivi, con lo sviluppo dell’economia, il mezzo di locomozione principale è diventato l’automobile: Knöbel ed i suoi discendenti hanno dovuto quindi ammodernare la produzione, creando dei rimorchi che venivano agganciati, all’epoca, tramite dei perni molto semplici e poi inventando il moderno gancio di traino come lo conosciamo noi oggi.

Già all’epoca la produzione era rivolta sia alla movimentazione delle merci che delle persone, intravedendo una futura esigenza del mercato verso i viaggi. Il motto di oggi di Westfalia è proprio “noi trainiamo il mondo”, che racchiude in sé la doppia tipologia del trasporto.

Ma com’è nato il gancio di traino come lo conosciamo oggi?

E’ nato per un’intuizione che uno dei figli del sig. Knöbel ha avuto mentre era a tavola mangiando un pollo. Ha notato come la testa del femore si incastrava perfettamente con le ossa del bacino: prendendo spunto da questo particolare, ha creato e nel tempo perfezionato il gancio di traino, fino al sistema odierno.

Nel 2012 è nata l’esigenza di creare una filiale in Italia che, attualmente, sta seguendo tutto il sud Europa e da cui promuovere due linee di prodotti ben distinte: la parte dedicata all’automotive, che si concentra sulle linee ganci di traino tramite cablaggi elettrici che dialogano con il rimorchio, con il caravan, con il trailer, e soprattutto con il computer dell’auto, in modo tale che l’auto riconosca che sta trainando un mezzo. Questo tipo di produzione è sviluppata a stretto contatto con FCA, con Audi, con Volkswagen, con Porsche, con il gruppo Mercedes, con il gruppo BMW. La produzione è tutta realizzata in Germania, dove della ricerca si occupa un team di 80 ingegneri, sempre molto attenti alle nuove tecnologie dell’automotive.

La seconda linea di prodotti è dedicata al lifestyle, ovvero al tempo libero, e si occupa dello sviluppo dei box da tetto e dei portabiciclette, che non vengono più trasportate sul tetto bensì sul retro dell’auto, supportati dal gancio di traino. Questo permette un grosso risparmio a livello di carburante grazie al fatto che l’auto non ha più delle pressioni anti aerodinamiche ed è anche possibile avere limiti di carico molto più elevati, permettendo anche di caricare le bici elettriche, che hanno un peso di 20-25kg.

Il futuro di Westfalia è rivolto all’attenzione verso le nuove auto ibride e allo sviluppo, da parte del team di ingegneri, di prodotti idonei. Come filiale del sud Europa, si sta promuovendo una rete capillare in tutto il territorio della Spagna e del Portogallo mentre l’obiettivo del 2020 è lo sviluppo dei mercati in Grecia e Turchia.

 

Per rivedere l’intervista integrale:

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