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Taglio del cuneo fiscale

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Il governo Conte sta accelerando i tempi per avviare il taglio del cuneo fiscale

Circa 500 euro in più in busta paga per il 2020, e mille euro nel 2021. Il governo sta preparando il testo del decreto con cui dovrebbe essere tagliato il Cuneo fiscale, cioè il rapporto tra le tasse versate dal lavoratore e il costo totale del lavoro per il datore di lavoro. Si tratta di una delle sfide piu difficili che ogni governo si propone di realizzare ad inizio mandato senza, poi, riuscire effettivamente nell’intento. L’ultimo intervento di una certa rilevanza, difatti, è di oltre 10 anni fa e porta la firma di Romano Prodi (2006-2008) e Padoa Schioppa come ministro dell’Economia e delle finanze.

Il Conte bis lo aveva messo nel programma del nuovo esecutivo giallo-verde per ottenere la fiducia in parlamento, ma ora bisogna passare ai fatti e la prima cosa da fare per la maggioranza Pd, M5S, Leu e Italia Viva, è trovare le risorse necessarie a copertura dell’intervento.Si tratterà di una spesa cospicua per le casse dello Stato, considerando che la prima stima parla di circa 3 miliardi di euro nel 2020 (con partenza della misura da luglio) e di 5 o 6 miliardi di coperture nel 2021, dato che l’anno prossimo l’operazione partirà dal primo gennaio e dovrà coprire tutti i 12 i mesi.

Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri spinge per velocizzare i tempi portando in aula il testo del decreto del taglio del cuneo fiscale. Così, a stretto giro di boa inizieranno gli incontri ufficiali e la fase di concertazione tra esecutivo e parti sociali, a partire dai sindacati, con cui il governo vuole trovare un accordo, in primis, sui lavoratori dipendenti con redditi lordi fino a 35mila euro annui.

Secondo le prime simulazioni provenienti dalla Ragioneria generale dello Stato, gli effetti sulle buste paga medie dovrebbero essere di circa 500 euro (il bonus vale per sei mesi) per salire a 1000 euro l’anno successivo ( con validità 12 mesi).

Dagli effetti del taglio del cuneo fiscale dovrebbero essere esclusii contribuenti no tax area (circa 4 milioni di persone). Si tratta di coloro che hanno redditi non superiori agli 8mila euro e che possono accedere ad altre tipologie di misure di sostegno tra cui, ad esempio, il Reddito di cittadinanza.

Ne usufruiranno, invece, i “bonus 80 euro”, cioè i lavoratori con redditi lordi compresi tra gli 8200 euro e i 26mila euro. La misura fortemente voluta dal tanto “vituperato” Matteo Renzi più volte ha rischiato di essere cancellata soprattutto su spinta del M5S che da sempre non ha sostenuto questo intervento. Il bonus, però, riguarda circa 9,4 milioni di persone… troppe da scontentare facendo saltare il bonus. Allora si cambia strategia e gli 80 euro resterebbero sotto forma di detrazione fiscale che dovrebbe comportare un vantaggio economico tra i 20 e i 30 euro in più al mese.

Per i redditi tra i 26mila e i 35mila euro (circa 4,5 milioni di persone), invece, verranno estesi, totalmente o parzialmente, gli 80 euro del bonus Renzi oltre ad un incremento di stipendio, nel 2020 di circa 500 euro, nel 2021 di circa mille.

Il Giornale[:]

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