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Diab, tutto quello che c’è da sapere sulla gomma plastica

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In studio Gabriele Bortolotto, amministratore delegato Diab Italia S.p.A

Quella di Diab è una storia internazionale che parte in Italia nel 1936 con lo stabilimento che all’epoca si chiamava Faesite che aveva come scopo quello di riutilizzare i materiali di scarto delle segherie della vallata di Longarone e mischiarli insieme a della prima plastica, producendo appunto la faesite che veniva commercializzata come tale in molti campi. Lo stabilimento poi si è evoluto con la produzione di schiuma poliuretanica, pannelli espansi che venivano usati nell’edilizia per l’isolamento delle case. Nel 2000 entrò a far parte del gruppo Diab, una società svedese che aveva come core business la produzione di materiale espanso. Vennero realizzati così nuovi prodotti e si cominciò ad approcciare il mercato nautico che diventò quello principale. Con il passare del tempo aumentò la spinta nei mercati dell’eolico, dei trasporti e di quello industriale e si cominciarono a sviluppare nuovi prodotti sia per quel che riguarda il PVC espanso che diventò di nuova generazione sia per quanto concerne la produzione di polietilene, ad alta sostenibilità che può essere estruso a partire da materiale riciclato . E’ qui che il gruppo Diab individuò la sfida vincente per il mercato del futuro.

I prodotti targati Diab sono leggeri, resistenti e smart perché trovano diversi tipi di applicazione.

La chiave del successo dell’azienda è sempre stata quella di rispondere prontamente alle esigenze dei clienti, sviluppando un prodotto ad hoc, fatto apposta per loro. Inoltre la Diab è una piccola global company grazie alla presenza di stabilimenti in Italia, in Svezia, in Cina, in America e in India.

Per i prossimi 5-10 anni l’obiettivo è quello di puntare sul mercato eolico e sulle energie rinnovabili. L’azienda è già player mondiale n° 1 nella produzione di PVC espanso, è al terzo posto in quella di polietilene ma lo scopo è quello di scalare la classifica anche in questo campo, attraverso una politica mirata ed aggressiva di incremento della capacità produttiva in tutto il mondo.

 

 

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