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Covid-19, varato il “Cura Italia”

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In campo 25 miliardi. Prorogati (di poco) i termini per i versamenti fiscali

Lo si attendeva da stamattina e finalmente è stato approvato. Il decreto “Cura Italia” varato dal Governo per rispondere all’emergenza del Covid 19 è realtà. Prorogati di soli quattro giorni i termini dei versamenti fiscali. Non più oggi ma il prossimo 20 marzo per le aziende che fatturano fino a due milioni di euro. Per chi sta sopra questa soglia la proroga slitta al 31 maggio.  Per gli autonomi, inclusi i lavoratori di turismo e spettacolo, arriva una tantum da 500 euro. Tutte le aziende potranno usufruire di 9 settimane di cassa integrazione in deroga. Come annunciato, vengono sospesi i mutui, fino a 18 mesi, per tutti coloro che siano in difficoltà economica, inclusi gli autonomi. Nasce un fondo “di ultima istanza” da 200 milioni per aiutare chi nel 2019 aveva guadagnato meno di 10 mila euro ed ora si è dovuto fermare a causa del virus. Chi ha continuato ad andare al lavoro a marzo avrà un bonus di 100 euro. Per le famiglie con i figli a casa arrivano congedi speciali retribuiti al 50% fino a 15 giorni o in alternativa un bonus baby sitter da 600 euro.

Un’iniezione di sostegno all’economia, subito,da circa 25 miliardi e finanziamenti mobilitati per 350 miliardi. “Il governo è vicino alle imprese, i professionisti, le famiglie, alle donne e gli uomini, i giovani che stanno facendo enormi sacrifici per tutelare il bene più alto. Nessuno deve sentirsi abbandonato e questo decreto lo dimostra“, ha detto Giuseppe Conte in apertura di conferenza stampa dopo il Cdm.

Una misura “poderosa“, l’ha definita il premier . Dei 25 miliardi 3 vanno alla sanità e alla Protezione civile, ben 10 al settore lavoro perché nessuno in questo momento difficile dovrà perdere il suo posto. “Non abbiamo pensato e non pensiamo di combattere un’alluvione con gli stracci. Stiamo cercando di costruire una diga per proteggere imprese famiglie lavoratori“, ha continuato Conte che sottolinea “stiamo offrendo una nostra risposta. Possiamo parlare di un modello italiano per far fronte a questa emergenza economica e sociale. LItalia è in prima fila , è una partita europea che va giocata con spirito di collaborazione. Confidiamo che tutti gli Stati membri ci seguano”.

Un altro decreto sarà varato ad aprile. “Questo decreto non basterà – ha specificato Conte – bisognerà attivare nuove misure per ricollaudare un tessuto economico e sociale fortemente provato da questa emergenza. Il governo risponderà presente anche domani con un piano di ingenti investimenti con una rapidità che il nostro Paese non ha mai conosciuto prima”.

di: Maria Lucia PANUCCI

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