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Emergenza Covid-19, Conte: “Chiudiamo ogni attività produttiva non essenziale”

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Rimangono aperti solo supermercati, farmacie e tutti i servizi pubblici necessari

“Il governo chiude in tutto il paese ogni attività produttiva che non sia strettamente necessaria e che non serva a garantire servizi essenziali”. Questa sera un ulteriore passo è stato fatto con l’obiettivo primario di sconfiggere il Covid-19, imponendo all’Italia misure ancora più restrittive. Dopo le ultime tristi notizie che vedono il nostro Paese sempre più in ginocchio per l’epidemia, il premier Conte ha deciso di parlare agli italiani indicendo una conferenza stampa a sorpresa dalla sua pagina facebook per informare i cittadini delle nuove direttive del Governo. La decisione è quella di chiudere ogni attività produttiva che non sia assolutamente essenziale. “Abbiamo lavorato tutto il pomeriggio per fornire un elenco di quelle attività che possono rimanere aperte. Continueranno ad essere sempre attivi i supermercati, farmacie, para farmacie, le poste, le banche, i trasporti e e tutti i servizi pubblici essenziali“, ha detto il presidente del Consiglio. Misure più stringenti anche per quanto riguarda il lavoro perché al di fuori di queste attività sarà consentito solo lo smart working. “Rallentiamo il motore produttivo dell’Italia  per poter contenere quanto più possibile l’epidemia e per il bene primario di tutti, ovvero la vita“, ha concluso Conte.

Le misure del Governo vanno a soddisfare quindi le richieste dei sindacati che questo pomeriggio hanno incontrato in videoconferenza a Palazzo Chigi il premier per fare il punto sull’accordo sottoscritto, lo scorso 14 marzo, sulla sicurezza nei posti di lavoro e sulle misure a sostegno dell’economia. Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto all’unanimità di chiudere le attività industriali non strategiche e i servizi non essenziali.

Una decisione senza precedenti che è stata necessaria perché, nonostante la quarantena forzata, il numero dei contagi e dei decessi non sembra volersi arrestare. Le ultime ore sono state le peggiori. In Italia, dall’inizio dell’epidemia, 53.578 persone hanno contratto il virus, 6.557 in più rispetto a ieri, per una crescita totale del 13.9%., secondo i dati forniti dalla Protezione civile. Di queste, sono decedute 4.825. Attualmente i soggetti positivi sono 42.681 mentre i pazienti ricoverati con sintomi sono 17.708: 2.857 sono in terapia intensiva, mentre 22.116 sono in isolamento domiciliare fiduciario. Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto le regioni più colpite.

di: Maria Lucia PANUCCI[:]

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