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Conte firma il decreto Chiudi Italia

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Ecco l’elenco dei negozi aperti e chiusi

Il premier Conte ha firmato il decreto, ribattezzato dai media Chiudi Italia, che impone nuove misure restrittive per fronteggiare l’emergenza Covid-19 che sembra non volerci dare tregua. Fino al prossimo 3 aprile su tutto il territorio nazionale si ferma ogni attività che non sia strettamente necessaria, cruciale, indispensabile a garantire beni e servizi essenziali. “E’ la crisi più difficile che il paese sta vivendo dopo il secondo dopoguerra, ha detto il presidente del Consiglio che ha fatto sapere di aver lavorato duramente per stilare una lista dettagliata dei servizi che rimarranno attivi, circa un centinaio.

Ebbene, continueranno a rimanere aperti i supermercati, i negozi di genere alimentari e di prima necessità, senza nessuna restrizione sui giorni di apertura dei supermercati. “Non c’è alcuna ragione di fare una corsa agli acquisti – si è raccomandato Conte, – evitiamo gli assembramenti inutili“. Rimarranno aperte anche farmacie e para farmacie e verranno assicurati l’assistenza sanitaria, l’istruzione, l’amministrazione pubblica, la difesa, i servizi bancari, postali, assicurativi e finanziari, oltre che tutti i servizi pubblici essenziali, come i trasporti. Attivi i corrierii servizi di vigilanza, la pulizia e la disinfestazione, i call center, chi si occupa di imballaggio e confezionamento conto terzi, le agenzie di distribuzione di libri, giornali e riviste.Porte aperte per alberghi e residence. In funzione anche chi si occupa della gestione delle reti fognarie, della raccolta, del trattamento e dello smaltimento dei rifiuti, del recupero dei materiali. Aperti i benzinai, le lavanderie, i negozi di computer e ferramenta.

Ed ancora gli italiani potranno contare sulla fornitura di gas, luce ed acqua, le attività di estrazione ed erogazione di petrolio, i servizi di comunicazione e informazione, le attività legali e contabili, gli studi di architettura e ingegneria, la riparazione e manutenzione di computer, di elettrodomestici e articoli per la casa. Viaggiano treni e aerei sia pur con una riduzione delle corse e delle tratte mentre sono state fermate le crociere.

Continuano a rimanere chiusi invece negozi di abbigliamento, gioiellerie, bar, ristoranti, che potranno effettuare solo consegne a domicilio. Stessa modalità di lavoro per rosticcerie, friggitorie, pizzerie al taglio, gelaterie e pasticcerie. Saracinesche abbassate anche per le concessionarie di auto e moto, fioristi, scuole guida, palestre, piscine, musei, librerie. Nessuna attività anche per parrucchieri, centri di estetica, barbieri.

Rallentiamo il motore produttivo del paese ma non lo fermiamo“, ha detto il premier che ha aggiunto “non abbiamo alternative, in questo momento dobbiamo resistere“. Conte ha anche assicurato che il Governo interverrà con decisioni straordinarie che consentiranno di rialzare la testa e ripartire quanto prima, lasciando intendere l’arrivo di nuovi interventi a sostegno di famiglie e imprese.

Intanto i sindacati, che avevano fatto pressioni al premier per attivare nuove misure restrittive, non sono soddisfatti e bocciano questo nuovo decreto, minacciando una protesta generale.  “Il provvedimento inserisce tra le attività d’impresa da considerarsi essenziali una serie di attività di vario genere che di essenziale, strategico e necessario in questa emergenza non hanno nulla – si legge in una nota unitaria di Cgil, Cisl e Uil, – il sindacato è pronto alla mobilitazione e anche allo sciopero generale per difendere la salute dei lavoratori”.

di: Maria Lucia PANUCCI[:]

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