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Covid-19, trovato l’accordo tra Governo e sindacati

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Rivisto l’elenco delle attività produttive considerate indispensabili

I sindacati depongono le armi. E’ stato raggiunto l’accordo con il Governo circa le modifiche all’elenco delle attività produttive considerate indispensabili  per il Paese, che possono quindi continuare a rimanere aperte in questo momento di grande emergenza. Già ieri era stata raggiunta un’intesa di massima e nell’incontro di stamattina, nel corso del confronto tra i ministri dell’Economia, Roberto Gualtieri, e dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ed i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, si sono svolte le verifiche necessarie ed è stato ufficializzato l’accordo.

Per Cgil, Cisl e Uil la lista, che comprendeva ben 87 produzioni, era troppo ampia ed includeva delle realtà economiche che di essenziale non hanno proprio nulla. E così, per evitare altri scioperi come quelli che sono stati indetti oggi dai metalmeccanici della Lombardia e del Lazio, l’Esecutivo ha ceduto ed ha assecondato molte richieste. “E’ stato fatto un grande lavoro comune, ottenendo un ottimo risultato nella direzione di tutelare la salute di tutti i lavoratori e di tutti i cittadini. Abbiamo rivisto l’elenco delle attività produttive indispensabili, in modo da garantire la sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici. E ’stato tolto dall’elenco tutto ciò che non era essenziale, visto il momento difficile che stiamo vivendo“, spiegano i sindacati.

Il nuovo ATECO, ossia l’elenco delle attività produttive considerate essenziali e indispensabili. ora è pronto. “Abbiamo ottenuto – hanno aggiunto – che i Prefetti consultino preventivamente le Organizzazioni sindacali per definire quali imprese, pur non essendo incluse nell’elenco del Dpcm, svolgono attività funzionali ad assicurare la continuità delle filiere essenziali“.

In particolare si va verso una riduzione delle attività nel settore della carta, che potrebbe essere depurato dalla produzione di carta da parati, e dei call center che potrebbero restare aperti solo per le attività legate a servizi essenziali come energia e tlc. Sono solo alcuni esempi di quella che viene definita un’operazione di “ripulitura”.

Il ministero dello Sviluppo economico sta perfezionando il decreto ministeriale che, sentito il ministero dell’Economia, potrebbe arrivare in giornata in vista delle chiusure che scattano obbligatoriamente da domani.

di: Maria Lucia PANUCCI

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