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Confindustria, a causa del Coronavirus il Pil giù del 6% nel 2020

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Il Cura Italia non basta. Subito i Coronabond

Il Pil subirà un drastico calo a causa del Coronavirus. Secondo la previsione del centro studi di Confindustria nel 2020 il prodotto interno lordo avrà un crollo del 6% portando l’Italia in profonda recessione. “Sarà enorme la perdita di Pil nella prima metà del 2020 – si legge in una nota, – una caduta cumulata dei primi due trimestri del -10% circa. Poi ci sarà una risalita lenta. Ipotizzando un superamento della fase acuta dell’emergenza sanitaria a fine maggio si stima un -6% per il 2020. Ma solo i prossimi mesi diranno se in queste ipotesi c’è realismo o eccessivo ottimismo“.

Secondo Confindustria ogni settimana in più di sospensione delle attività commerciali e produttive costerà una percentuale ulteriore di prodotto interno lordo dell’ordine di almeno lo 0,75%. Ma non solo. Il deficit per quest’anno si aggirerà intorno al 5% mentre il debito salirà al 147% . Anche il tasso di disoccupazione è in salita: le previsioni lo attestano all’11,2% dal 9,9% del 2010. In questo senso per Confindustria è “essenziale l’attivazione massiccia e repentina di strumenti di integrazione al reddito da lavoro ed il sostegno alla liquidità delle imprese. Solo così si potrà contenere la distruzione di posti di lavoro“.

Il Csc parla di una economia italiana “colpita al cuore” ed avverte che bisogna agire immediatamente con interventi massivi sia su scala nazionale che europea. “Le istituzioni Ue sono all’ultima chiamata per dimostrare di essere all’altezza. Solo mettendo in sicurezza i cittadini e le imprese la recessione attuale potrà non tramutarsi in una depressione economica prolungata, aumento drammatico della disoccupazione, crollo del benessere sociale”, continua Confindustria

Le misure adottate dal Governo a sostegno delle imprese trovano il favore del presidente Vincenzo Boccia. “Apprezziamo le dichiarazioni del ministro Patuanelli, ovvero di assicurare a tutte le imprese, piccole, medie e grandi, la liquidità necessaria a breve, da ripagare in 30 anni, per garantire la tenuta dei fondamentali economici e prepararsi alla riapertura e al riassorbimento dei livelli occupazionali. La priorità è potenziare con immediatezza il Fondo di garanzia in modo da consentire alle banche di agire con tempestività. In questa fase di transizione bisogna affrontare la sopravvivenza economica, ci sono imprese con fatturati prossimi allo zero, servono interventi inediti e non convenzionali“, ha spiegato.

Non solo. Confindustria appoggia l’Italia nell’utilizzzo dei Coronabond per fronteggiare l’emergenza, anzi li definisce essenziali per sostenere il debito. Infine il Centro studi Confindustria stima che se le nuove misure governative di aprile fossero analoghe a quelle del primo intervento, ovvero stanziare altri 25 miliardi, si potrebbe avere un minor calo del Pil in Italia di circa lo 0,5 punti rispetto allo scenario di base, senza impatti però sul deficit pubblico.

Un recupero del pil italiano ci sarà, ma a partire dal terzo trimestre di quest’anno e in maniera graduale. L’ipotesi è che le misure restrittive saranno allentate grazie a una frenata nella diffusione del Covid-19, in linea con quanto si sta già osservando in Cina. Il ritorno alla normalità però sarà lento. Per il 2021 è atteso un parziale recupero con un rimbalzo del +3,5%. Calerà anche la disoccupazione che tornerà sotto il 10% (al 9,6%).

di: Maria Lucia PANUCCI[:]

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