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La Tirrenia ferma le sue navi. Stop a tutti i collegamenti con le Isole

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Decisione presa dopo il sequestro dei conti di Cin

Sono momenti duri per la Tirrenia ed il Coronavirus in questo caso c’entra poco. La compagnia ha fermato nel porto tutte le sue navi e sospeso a tempo indeterminato tutti i collegamenti con la Sardegna, la Sicilia e le Isole Tremiti. Il motivo? Il sequestro dei conti correnti di Cin, la società capofila di Tirrenia, dopo il mancato pagamento della flotta acquisita nel 2012 dalla stessa Cin, dal 2015 di proprietà del gruppo Onorato Armatori.

Uno stop di fatto autorizzato dai commissari straordinari della compagnia, Gerardo Longobardi, Beniamino Caravita di Toritto e Stefano Ambrosinin che hanno fatto sapere che “malgrado Cin abbia più volte comunicato loro in forma scritta la propria disponibilità ad offrire, nei limiti del consentito, garanzie di pagamento di quanto reclamato da Tirrenia in AS, è stata eseguita, in questo momento così drammatico per il Paese, un sequestro conservativo sui conti correnti di Cin“. “Teniamo a precisare – hanno aggiunto – che la società è liquida ma che di fatto il blocco dei conti correnti ne impedisce l’operatività. L’attività di Cin, compagnia che svolge in convenzione con lo Stato il servizio di continuità territoriale via mare per le isole, è stata paralizzata. Pertanto sarà impossibile continuare lo svolgimento di detto servizio e le corse su tutte le linee in convenzione con la Sardegna, la Sicilia e le Tremiti non verranno effettuate“.

La rabbia dell’armatore Vincenzo Onorato non si è fatta attendere giudicando queste azioni “irresponsabili“. “L’azione dei commissari, malgrado le nostre assicurazioni e disponibilità, mi appare, in questo particolare momento storico del Paese a dir poco drammatico, di assoluta irresponsabilità”, ha detto.  Ma i commissari, in un botta e risposta, hanno replicato che il sequestro è per legge un atto dovuto e rappresenta un “rimedio indifferibile a tutela dei creditori”. Onorato ha chiesto l’aiuto del Governo che però non c’è stato. “Per mesi Tirrenia non ha risposto alle richieste dei commissari e ora non può scaricare le responsabilità sulla politica – ha tuonato la ministra Paola De Micheli. – Il presidente Onorato è stato convocato da me e dal Ministro Patuanelli per rendere conto del comportamento di un’impresa che deve gestire un’attività di trasporto di servizio pubblico con soldi pubblici. La pazienza ha un limite e il limite è stato superato“.

Al di là delle polemiche, la sospensione delle navi ha fatto tremare i governi locali delle isole interessate. “Se bloccano la nave, qui si ferma la vita“, ha detto allarmato il sindaco dell’Arcipelago delle Tremiti, dove Tirrenia è l’unica ad occuparsi del trasporto di beni di prima necessità, tra cui il carburante per la centrale elettrica e i container carichi di rifiuti. Ma il Governo è intervenuto subito per placare gli animi. “In questa fase critica per il Paese, in emergenza COVID-19, attraverso l’operatività di altri armatori non ci saranno problemi di trasferimento delle merci, in particolare alimentari e farmaceutiche, e di collegamenti con la Sicilia, la Sardegna e le isole minori“, ha assicura una nota del Ministero dei Trasporti, aggiungendo che, in caso di particolari necessità o imprevisti, si attuerà un piano straordinario per tutti i collegamenti.

Intanto si è fatto avanti proprio lo stesso Onorato, che ha fatto sapere che per “un obbligo morale verso l’isola cui è legata da più di un secolo la sua famiglia, ripristinerà quanto prima la tratta Civitavecchia-Olbia con una nave Moby“.

di: Maria Lucia PANUCCI[:]

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