Mar, 20 Ottobre
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Coronavirus, come è cambiata la spesa degli italiani?

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Crescono gli acquisti nei supermercati di farina, latte, uova

Il Coronavirus ha stravolto la vita di tutti. Attività sospese, lavoro in smart working e uscite autorizzate solo per andare al supermercato o dal medico. E’ chiaro che, a causa dell’isolamento domestico, sono cambiate le esigenze di acquisto, un po’ perché ci dobbiamo garantire autosufficienza in casa per più giorni possibile, un po’ perché, avendo più tempo a disposizione, ci dilettiamo a preparare anche piatti complicati nella nostra cucina. Pizza, pasta, pane: sono tutti prodotti che ora come ora facciamo con le nostre mani, invece di comprarli già pronti al supermercato o dal fornaio.

Ma quindi cosa mettono nel carrello gli italiani ai tempi del Coronavirus? Secondo i dati forniti dalla società di studi di mercato Nielsen la farina è diventata la regina della spesa (+186,5%), insieme a uova (+53,7%), latte, (+34,1%), surgelati (+6,8%), conserve animali (+32,1%), burro (+79,7%), conserve rosse (+50,8%), pasta (+22,6%), riso (+37,9%) e caffè macinato (+21,5%). A casa si cucina, si impasta, si impiega il tempo ai fornelli, e questi sono tutti gli ingredienti base delle ricette più classiche. A crescere anche il comfort food e quindi prodotti da aperitivo, affettati, vino, birre e prodotti spalmabili. “Sono caduti alcuni baluardi, come il sushi, cibi pronti o elaborati. Vincono gli ingredienti base, viviamo un ritorno alla tradizione dei nostri nonni, a consumi più semplici, a categorie considerate come commodity – ha spiegato Romolo De Camillis, retailer service director di Nielsen connect in Italia. – Questo anche perché la modalità di fare la spesa è più veloce, non c’è tempo di confrontarci con le etichette come facevamo prima. Prestiamo un po’ meno attenzione alla componente premium dell’offerta”.

Lo scontrino sale e l’intensità promozionale diminuisce: questo perché si sceglie il negozio più vicino a casa, per limitare il più possibile gli spostamenti, e ci si accontenta di quello che si trova sugli scaffali quando arriva il proprio turno per stare fuori casa il meno possibile.

Il commercio elettronico cresce a dismisura. È spesso la prima scelta, in ottica di non uscire di casa ma i tempi di attesa sono lunghissimi. “Il sistema italiano è arrivato a questa crisi con un ecommerce poco sviluppato, che sta reggendo nei limiti delle capacità che erano state pianificate – ha continuato De Camillis. – Non è semplice riorganizzare logistica in una situazione di emergenza”. E sui portali online, cosa comprano gli italiani? Uno spaccato interessante è quello dato da Amazon: in “alimentari” vanno forte le cialde per la macchina del caffè, in “abbigliamento” i pezzi sportivi, dalle calze, alle tute tecniche, mentre nella sezione “giochi” si acquistano quelli da tavola per i bambini oppure quelli per la Playstation e Nintendo. Passando ad “elettronica” ci sono le immancabili cartucce della stampante. Su eBay vanno forti invece i prodotti per l’igiene personale che registra un +62%, con incrementi per la cura dei capelli (+20%), cura del corpo (+25%), depilazione e rasatura (+30%) e kit manicure e pedicure (+31%). Tutto questo perché ovviamente anche le saracinesche di barbieri, parrucchieri ed estetiste sono abbassate da settimane e siamo costretti ad arrangiarci da soli… Va bene anche la vendita di integratori alimentari e attrezzi da palestra per un fitness casalingo, ma la crescita maggiore la registrano le vendite di preservativi e sex toys: +240%.

di: Maria Lucia PANUCCI[:]

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