Lun, 24 Gennaio
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Ecco i Ristobond, un modo concreto per sostenere la ristorazione italiana

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Pago oggi (a prezzi vantaggiosi) per consumare domani

Pagare oggi per mangiare domani. In America, dove l’iniziativa è partita, sono noti come Dining Bond, un modo per aiutare la ristorazione, uno dei settori più colpiti dall’emergenza data dal Covid-19, dato che tutti i locali hanno dovuto abbassare le saracinesche da diverse settimane per evitare assembramenti e quindi possibili contagi.

In sostanza si scommette sulla riapertura del proprio ristorante preferito pagando oggi un bel piatto di spaghetti o un secondo, da gustare poi in loco quando la pandemia sarà passata. Il meccanismo è quindi uguale a quello dei futures, strumento finanziario in cui le parti, ristorante e cliente, si impegnano a vendere e ad acquistare in una data futura un bene ad un prezzo prefissato, il pranzo o la cena in questo caso.

In America il lancio è avvenuto grazie alla piattaforma supportrestaurant.org che però non vende direttamente i Dinig Bond: i clienti devono contattare il ristorante prescelto ottenendo uno sconto del 25% rispetto al costo abituale e hanno ben 60 giorni per riscattare il proprio “buono”.

In Italia l’iniziativa è conosciuta come Ristobond, a metà tra il commerciale e il solidale, che anche in questo caso prevede l’utilizzo di una piattaforma dove i locali che si iscriveranno presenteranno le loro proposte e i loro menù offrendo ai clienti interessati uno sconto del 25% per un pasto che consumeranno quando l’emergenza sarà finita. “Aderiranno sicuramente molti locali anche quelli di quartiere – ha spiegato Luciano Sbraga, il vicedirettore della Fipe, la Federazione dei pubblici esercizi. – L’arma vincente è la fidelizzazione acquisita nel tempo che ripaga, ne siamo certi“.

E’ un modo per sostenere fattivamente uno dei comparti che per colpa del Covid-19 ha subito una contrazione di 8,3 miliardi di euro, pari a -37% del fatturato rispetto al 2019 A livello regionale la più colpita è la Lombardia con un calo di 3,5 miliardi di euro, seguita dal Lazio con un -2,7 miliardi di euro e dal Veneto con -1,6 miliardi di euro. “Una crisi improvvisa per un settore in crescita“, sottolineano i commercialisti italiani.

di: Maria Lucia PANUCCI[:]

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