Gio, 04 Marzo
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Smart working, ecco come essere produttivi senza trascurare il privato

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I consigli utili

Separare la sfera personale da quella professionale è difficile ora che lo smart working è diventato da diverse settimane una realtà per molti lavoratori, oltre che una necessità per limitare i contagi da Coronavirus. Secondo l’Osservatorio della School of Management del Politecnico di Milano al momento coloro che stanno lavorando da remoto sarebbero 8 milioni, una cifra 14 volte maggiore rispetto a quella del 2019. Secondo la ministra della Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone, questa è un’ottima occasione per “far fronte all’emergenza nell’immediato” ma anche per costruire “un patrimonio che rimarrà. Un patrimonio di competenze, esperienze, best practice per servizi più efficienti e per un maggior benessere organizzativo”.

Il problema è che molti si sono trovati in questa nuova condizione per la prima volta e all’improvviso e magari si trovano impreparati nel gestirla a livello pratico. Nonostante rappresenterà il futuro, la cultura del lavoro agile è infatti ancora poco radicata in Italia, sopratutto tra coloro che sono abituati a lavorare in ufficio e a separare nettamente la vita professionale da quella privata. Come fare quindi? Ecco qualche consiglio…

Le tre parole chiave dello smart working sono: struttura, scadenze e pause. Anche se si lavora a casa e non in ufficio è importante mantenere un ordine organizzativo, stilando una lista delle cose da fare durante la giornata e dandosi delle scadenze. Come avviene normalmente, in cui la pausa caffè è d’obbligo con i colleghi, anche dentro le mura domestiche bisogna riposarsi ogni tanto per ripartire poi con maggiore sprint. Questo vuol dire anche non saltare la pausa pranzo, una abitudine assolutamente nociva che non  fa bene né alla salute né alla mente.

Scegliere il posto dove lavorare a casa è fondamentale. Così come si ha una postazione precisa in ufficio, è bene trovare il proprio angolo office anche a casa: uno spazio possibilmente illuminato, comodo, dove avere tutto l’occorrente per lavorare e senza distrazioni intorno, quindi lontano per esempio dalla cucina.

Infine bisogna smettere ad un certo punto. Spesso, quando si sta a casa si lavora di più ma questo non è un bene. Bisogna darsi un orario di fine in cui si chiude tutto e si stacca totalmente la spina.

di: Maria Lucia PANUCCI

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