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Italia, si va verso un rinnovo del lockdown fino al 3 maggio

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Manca solo la conferma del nuovo Dpcm, in arrivo entro domani

L’Italia rimarrà in lockdown almeno fino al 3 maggio. E’ troppo rischioso riaprire le attività ed allentare le restrizione dopo Pasqua quando sono in calendario altre due festività, quella del 25 aprile e quella del 1 maggio. E così l’orientamento del Governo italiano è quello di agire con la massima cautela e di varare un nuovo Dpcm che confermi tutte le misure di contenimento e le limitazioni agli spostamenti per altri 20 giorni concedendo solo aperture mirate per qualche attività produttiva.

Non siamo nelle condizioni, al momento, di riaprire le attività produttive perché rischieremmo di far risalire la curva dei contagi e di vanificare i risultati che abbiamo ottenuto con le misure messe in atto dal Governo“, sembrerebbero essere queste le parole usate dal premier Giuseppe Conte nel corso della videoconferenza con parti sociali, Regioni, Anci e Upi sul prolungamento del lockdown, in vista della scadenza dell’attuale decreto il prossimo 13 aprile. Per Conte la Fase 2 sarà lenta e graduale, in base alle indicazioni che forniranno gli scienziati. Intervistato dalla Bbc, il premier ha spiegato che bisogna individuare alcuni settori che possano ricominciare la loro attività. Sono possibili solo alcune deroghe per piccole attività legate alla filiera agroalimentare, sanitaria, farmaceutica, sempre rispettando le misure di distanziamento sociale, e negozi come librerie e cartolerie potrebbero riaprire i battenti già da martedì.

Intanto il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia ha inviato un messaggio chiaro e duro a Confindustria dopo il pressing per riaprire urgentemente le attività in Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna, in forte difficoltà: “Il governo ha le idee chiare: dobbiamo mettere in sicurezza la salute degli italiani. Con la salute a rischio, non c’è economia“, ha spiegato.

In vista delle prossime festività pasquali i controlli saranno intensificati in tutta Italia per far rispettare le misure anti contagio. Molti posti di blocco in più sulle strade ed autostrade per scongiurare gli spostamenti all’interno dello stesso comune e tra località diverse ed evitare la fuga di massa degli italiani nelle seconde case. “Anche durante le feste dobbiamo rimanere tutti a casa per il nostro bene e dei nostri cari, e per consentire all’Italia di ripartire il prima possibile. Per questo i controlli sugli spostamenti affidati alle forze di polizia sono stati rafforzati, per scongiurare i trasferimenti nelle seconde case e nelle località turistiche”. Lo ha detto al Corriere della Sera la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese che ha aggiunto: “Chi non potrà giustificare i propri spostamenti verrà sanzionato. Però vorrei dire che ognuno di noi è il miglior controllore di sé stesso: un richiamo all’autodisciplina per il rispetto delle regole come atto collettivo di responsabilità”.

Sono quasi 6 milioni le persone controllate dall’11 marzo dalle forze di polizia, i militari e le polizie locali e i denunciati e sanzionati per aver violato le restrizioni superano di poco i 220.000. Le verifiche sugli esercizi commerciali sono oltre due milioni e mezzo. “Finora, i controlli effettuati hanno dimostrato che la stragrande maggioranza degli italiani ha fin qui compreso la gravità dell’emergenza, rispettando il distanziamento sociale”, ha sottolineato la Lamorgese. Vedremo ora cosa accadrà con le festività pasquali.

di: Maria Lucia PANUCCI

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