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Emergenza Coronavirus, riaprono alcune attività

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Non è così in tutta Italia

Riaprono oggi le librerie, le cartolerie, i negozi di vestiti per neonati e bambini, le attività forestali, l’industria del legno ed anche la produzione di computer. A deciderlo è stato il Governo con l’ultimo Dpcm varato venerdì scorso che ha però anche prolungato il lockdown da Coronavirus fino al prossimo 3 maggio. Per altri 20 giorni quindi bisogna rimanere chiusi in casa, molte attività mantengono le serrande abbassate e viene confermata anche la stretta sui rientri dall’estero e sui viaggi di lavoro nel nostro Paese, con controlli serratissimi.

Nonostante la sostanziale proroga delle misure restrittive, per il premier Conte alcuni esercizi possono riprendere, segno di un timido spiraglio di luce per uscire definitivamente da questa grande emergenza. Attenzione però perché non è così in tutta Italia. Alcune Regioni hanno deciso di mantenere le forti restrizioni del lockdown, mentre altre hanno allentato le maglie ancora di più, forti  dei dati ormai stabili, se non in lieve calo, dei contagi da Coronavirus nel proprio territorio.

Ecco allora che in Lombardia per esempio, dove il numero dei morti è ancora preoccupante (280 solo nella giornata di ieri), le restrizioni rimangono ferree. L’ordinanza firmata dal governatore Attilio Fontana parla chiaro: è vietata la riapertura di librerie e cartolerie, mentre è consentita quella dei negozi di abbigliamento per l’infanzia. “In questi ultimi giorni dobbiamo cercare di essere più rigorosi possibile“, ha detto il presidente che da diversi giorni ha imposto l’obbligo per tutti di uscire sempre con la mascherina e solo in via d’urgenza. Massimo rigore anche da parte del presidente della Campania, Vincenzo De Luca, che ha confermato la chiusura di librerie e cartolerie, limitando invece l’apertura dei negozi di abbigliamento per i più piccoli a due mattine a settimana, dalle 8 alle 14. Resta invece lo stop totale in Piemonte “per non vanificare gli sforzi fatti finora“, come ha detto il governatore, Alberto Cirio.

Il 20 aprile è la data di riapertura delle librerie nel Lazio, per dare il tempo ai proprietari di mettere in sicurezza i locali. In Emilia Romagna resta la stretta sulle zone più a rischio, cioè le province di Piacenza, Rimini e sulla città di Medicina. Più larghe le maglie invece in Abruzzo ed in Liguria dove il governatore, Giovanni Toti, tra le altre cose, ha firmato l’ordinanza che consente di andare agli orti e ai frutteti, di riprendere i lavori di giardinaggio e di procedere alla manutenzione degli stabilimenti balneari e dei chioschi in vista dell’imminente, ma quantomai incerta, stagione estiva.

Sì alla riaperture di librerie e cartolibrerie in Toscana, ma solo se gestori e clienti indosseranno la mascherina. In Trentino restano chiusi i negozi per l’infanzia e le librerie, mentre potranno riprendere le attività produttive all’aperto e le attività nei cantieri stradali ed edili. Sui luoghi di lavoro, però, vanno garantiti il termoscan, le mascherine e le distanze minime.

Attività all’aperto anche in Veneto dove la nuova ordinanza del presidente Luca Zaia consente di fare sport anche oltre i 200 metri da casa, senza arrivare però  a 4-5 km. Potrà uscire solo chi non ha febbre ed è attrezzato con mascherina, guanti e gel. Stesso discorso in Sicilia ed in Friuli Venezia Giulia, dove sarà consentito fare attività motoria solo nelle vicinanze di casa.

di: Maria Lucia PANUCCI[:]

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