Gio, 20 Gennaio
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Apple e Google insieme nella lotta alla pandemia

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Ecco un’app per tracciare i contagi. Dubbi sulla privacy

Il mondo della tecnologia scende in campo nella lotta al Coronavirus. Apple e Google uniscono le forze per un’app anti-Covid-19. I due colossi stanno infatti lavorando insieme con l’obiettivo di rendere possibile l’utilizzo della tecnologia Bluetooth per aiutare Governi ed Autorità sanitarie a contenere la diffusione del virus attraverso il tracciamento dei contatti (contact tracing), abilitando ed interfacciando i loro sistemi operativi iOS e Android.

Il funzionamento è questo. Il nostro smartphone dirama costantemente un messaggio con il proprio codice identificativo in modo che gli altri dispositivi che incontriamo nel corso della giornata nel raggio di alcuni metri lo possano registrare. Il codice che ci identifica, però, viene cambiato ogni 15 minuti per evitare di renderci troppo tracciabili nei nostri spostamenti. Questo codice generato ogni 15 minuti non è casuale, ma è derivato da un altro codice giornaliero, il quale a sua volta è derivato da una chiave privata registrata nel nostro smartphone. Questa catena crittografica tutela la nostra privacy perché permette di risalire dal codice giornaliero ai singoli codici temporanei ma non permette di fare il percorso inverso. Quando una persona risulta positiva al test, il suo smartphone può inviare ad un registro centralizzato la lista delle sue chiavi giornaliere in modo da aggiungersi ad una sorta di albo pubblico dei contagiati, un albo pubblico ma anonimo. Gli altri smartphone possono scaricare periodicamente questo albo per confrontarlo con i codici temporanei da loro registrati per scoprire se hanno incrociato un contagiato. Il tutto nel completo anonimato.

Il tracciamento automatico tramite app è stato già impiegato in Cina e a Singapore ma ora anche altri Governi stanno studiano questa possibilità tecnologica. L’Italia si sta mettendo a lavoro per creare un’applicazione “nostrana” antipandemia. Il funzionamento, analogamente a quanto proposto da Apple e Google per i propri sistemi operativi, dovrebbe basarsi sempre sulla tecnologia bluetooth, per registrare gli incontri tra le persone che abbiano installato l’app, pur mantenendone l’anonimato. Il nuovo presidente della task force Vittorio Colao ha già aperto i cantieri per l’uso della tecnologia contro la diffusione del contagio. Secondo l’ex dirigente di Vodafone, il tracciamento dei contatti sociali, tramite dati delle reti mobili incrociati con app ad hoc, potrà permettere di scoraggiare i movimenti in zone rosse e di passare, allora, da quarantene di massa ad aree selezionate.

di: Maria Lucia PANUCCI

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