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Liquidità alle imprese, al via oggi i prestiti garantiti dallo Stato

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Ecco come ottenerli

Da oggi  è operativa la macchina per far arrivare liquidità alle imprese. Nell’immediato si potranno concedere ad imprenditori e professionisti prestiti sotto i 25 mila euro  e per un massimo di 72 mesi, coperti al 100% gratuitamente dal Fondo centrale di Garanzia. Ed i soldi potrebbero arrivare anche nell’arco di 24 ore. Se l’imprenditore porta le carte che il decreto legge impone e completa la domanda, in una giornata si ottengono“, ha spiegato il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli.

Ma come si ottiene il finanziamento? Teoricamente dovrebbe essere abbastanza semplice, almeno secondo quanto riferito dal Ministero per lo sviluppo economico. In sostanza il beneficiario deve compilare e mandare per email (anche quella non certificata) al proprio istituto di credito l’apposito modulo, creato per la richiesta di garanzia fino a 25 mila euro, che trova disponibile sul sito del Fondo di Garanzia PMI. “Fino a 25 mila euro c’è un processo di concessione molto semplificato e quasi automatico – ha sottolineato da Intesa Sanpaolo Anna Roscio, responsabile direzione marketing imprese Banca dei Territori. – La capacità di smaltimento effettiva dipenderà dalla quantità di domande che arriveranno». Circa i tassi, ieri Intesa ha precisato che l’interesse è in realtà fissato per legge sotto il 2% e la banca chiederà tra lo 0,04% e l’1,13%.”

Il discorso cambia invece quando gli importi da erogare sono superiori. Per quelli le cose si fanno più complicate e bisognerà aspettare più tempo. Per i prestiti alle grandi imprese servono le procedure di Sace, che non sono ancora pronte. “Ci sono documenti da fornire, delibere da assumere perché la garanzia dello Stato non è al 100% e la Sace non ha ancora fornito la piattaforma informatica e i codici per inviare le domande di garanzia. Confidiamo che Sace ce la dia nei prossimi giorni“, ha aggiunto Patuelli.

Il numero uno dell’Abi non teme le tensioni a danno dei lavoratori delle filiali a cui hanno invece alluso i sindacati dei bancari, parlando di possibili violenze contro chi sta allo sportello in caso di ritardi degli istituti. “In banca si va in questa fase solo per appuntamento, quindi non ci saranno assembramenti“, ha sottolineato.

E’ chiaro comunque che per far ripartire le imprese le banche svolgono un ruolo cruciale, in Italia e in tutta Europa. Proprio per questo la Banca centrale europea ha pensato alla creazione di una Bad Bank Ue che rilevi tutti i crediti deteriorati , non solo i vecchi NPL  (Non Performing Loans)  ma anche quelli che si creeranno con la crisi da Coronavirus, così da consentire agli istituti di erogare più credito. La proposta, avanzata dal capo della vigilanza, Andrea Enria, sarebbe stata messa sul tavolo della Commissione europea ma al momento Bruxelles non sarebbe propensa ad accantonare le regole sul bail in, ovvero il salvataggio interno di una banca tramite l’esclusivo e diretto coinvolgimento dei suoi azionisti, obbligazionisti, correntisti. La questione comunque non è ancora chiusa e la partita rimane aperta.

di: Maria Lucia Panucci[:]

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