Mar, 28 Settembre
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Coronavirus, l’Upb lancia l’allarme: “Pil giù del 15% nel primo semestre 2020”

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Esplode la cig

Crollo del Pil del 15% nel primo semestre del 2020 a causa del Coronavirus. E’ quanto stima l’Upb, Ufficio Parlamentare di Bilancio, secondo cui una ripresa dell’economia si potrà intravedere solo a partire dall’estate se l’epidemia avrà un rallentamento. Per l’Italia si prefigura per la prima metà dell’anno un calo dell’attività economica di intensità eccezionale, mai registrato nella storia della Repubblica – si legge in una nota. – Nell’insieme dei primi due trimestri 2020 il Pil si ridurrebbe cumulativamente di circa quindici punti percentuali“.

Una crisi, quella documentata dall’Upb, che ha fortissime ripercussioni anche sulla richiesta di ammoritizzatori sociali. “Si stima, per la sola parte relativa alle richieste cig, che il numero complessivo di ore autorizzate possa essere ampiamente superiore, anche triplo, rispetto ai valori massimi storicamente osservati su base mensile dalla crisi finanziaria del 2009″, si legge ancora. L’Upb sottolinea che le informazioni diffuse dall’Inps indicano che le richieste per la cig con causale covid 19 pervenute fino al 10 aprile riguardano circa 2,9 milioni di lavoratori mentre le istanze relative all’assegno ordinario coinvolgono circa 1,7 milioni di beneficiari.

Anche se il bilancio si profila nero bisogna essere cauti, ricorda l’lUpb secondo cui “le stime risentono di un’incertezza estremamente elevata“.

di: Maria Lucia PANUCCI[:]

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