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Approvato il Def, ecco i numeri: consumi in calo del 7,2%

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Il deficit arriverà al 10,4%. Investimenti a picco

Quest’anno il Pil avrebbe visto un aumento dello 0,6% se non ci fosse stata la crisi del Coronavirus ed invece la previsione per il 2020 è di un -8% con i i consumi in calo del 7,2%, mentre il deficit pubblico nel 2020 arriverà al 10,4%. Sono queste le cifre disastrose che trapelano dal Documento di Economia e Finanza sulla portata dello scostamento di bilancio e sulla dimensione delle misure che saranno contenute nel nuovo decreto di Aprile per affrontare l’emergenza. Dopo quasi tre ore di riunione è arrivato dal Consiglio dei ministri il sì al Def.  “Se non si fosse materializzato il cigno nero della crisi epidemica, l’economia italiana avrebbe potuto registrare un ritmo di crescita in graduale miglioramento nell’anno in corso. Tale ripresa avrebbe condotto ad una modesta espansione nel primo trimestre dell’anno, rendendo raggiungibile la previsione di crescita annua dello 0,6 per cento formulata nella Nadef di settembre 2019», si legge nel testo.

Secondo tutti gli scenari il virus avrà conseguenze durature sull’economia che non si esauriranno prima del primo trimestre del prossimo anno. Fino ad allora avanti a marce forzate con il distanziamento sociale e i protocolli di sicurezza per evitare il riaccendersi di nuovi focolai che non avrebbero altro effetto che il peggioramento di un quadro già pesantemente compromesso. “La contrazione del Pil su base trimestrale sarebbe pari al 5,5 per cento nel primo trimestre e 10,5 per cento nel secondo trimestre. A queste fortissime cadute seguirebbe un rimbalzo del
9,6 per cento nel terzo trimestre e del 3,8 per cento nel quarto, che tuttavia lascerebbe il Pil dell’ultimo trimestre ad un livello inferiore del 3,7 per cento rispetto allo stesso periodo del 2019. Sull’anno la previsione è di -8%“, si legge ancora.

Giù anche i redditi dei lavoratori dipendenti che in Italia diminuiranno del 5,7%, anche per il ricorso massiccio alla cassa integrazione. Una ripresa ci dovrebbe essere nel 2021, con un
aumento del 4,6%.

L’emergenza Covid peserà sui consumi e sopratutto sugli investimenti, che crolleranno di una percentuale a due cifre. Secondo le previsioni i consumi dovrebbero registrare quest’anno un calo del 7,2% e gli investimenti fissi lordi del 12,3%. Le esportazioni sono previste crollare del 14,4% e le importazioni del 13,5%. Si tratta in questo caso di andamenti analoghi a quelli riscontrati in occasione della precedente crisi globale del 2008-2009.

Il Mef ora è al lavoro per gli interventi necessari per superare l’emergenza. Tra questi, 2,3 miliardi saranno dirottati per la Salute, soprattutto per il potenziamento delle terapie intensive e 274 milioni saranno impiegati per azzerare l’Iva sui dispositivi medico sanitari. Un miliardo e mezzo andrà alla Protezione civile, 130 milioni alla sicurezza e 90 alla Difesa.

Per la Cig serviranno 13 miliardi. La disoccupazione per colf e badanti costerà 1,3 miliardi, mentre 500 milioni serviranno per i congedi parentali e bonus baby-sitter. In agenda anche il rinnovo del sostegno mensile per gli autonomi, rifinanziato per i prossimi due mesi. Il primo costerà quattro miliardi, il secondo tre miliardi: in tutto 7 miliardi di intervento in 60 giorni.

Nel decreto 2,5 miliardi saranno dedicati al Turismo, 270 milioni allo sport. E ancora: 4,1 miliardi ai Comuni, 2 alle Regioni. Altri 2,5 miliardi, invece, saranno distribuiti mediando tra le richieste dei dicasteri: 1 miliardo, ad esempio, sarebbe la richiesta per Ferrovie; 2 mld per l’agricoltura, 1,4 per l’adeguamento edilizio delle scuole; 380 milioni per la disabilità.

Per le nuove misure da mettere in campo il Governo ha ricevuto l’ok dal Parlamento per uno scostamento dagli obiettivi di deficit fino a 55 miliardi in termini di indebitamento netto (pari a circa 3,3 punti percentuali di Pil) per il 2020 e 24,6 miliardi a valere sul 2021 (1,4% del Pil).

di: Maria Lucia PANUCCI[:]

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