Sab, 26 Settembre
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Fitch taglia il rating e declassa l’Italia ad un gradino superiore a quello “spazzatura”

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Gualtieri replica: “I fondamentali della nostra economia sono solidi”

Fitch boccia l’Italia e a sorpresa, o quasi, taglia il rating a BBB-, un gradino sopra al livello “junk”, ovvero spazzatura. L’agenzia ha deciso di anticipare il giudizio sul nostro Paese che era in realtà previsto per il 10 luglio. L’outlook adesso è stabile e questo riflette l’idea che gli acquisti della Bce faciliteranno la risposta dell’Italia alla pandemia e allenteranno i rischi di rifinanziamento. “Il downgrade riflette il significativo impatto del Coronavirus sull’economia italiana e sulla posizione di bilancio“, ha affermato l’agenzia in una nota prevedendo una contrazione del Pil dell’8% nel 2020, con un debito al 156%. Una ripresa è prevista solo l’anno prossimo, ma è tutto altamente incerto a causa del Covid-19.

Il giudizio espresso da Fitch è un livello pari a quello di Moody’s, l’agenzia più critica nei confronti dell’Italia, e un gradino al di sotto di Standard and Poor’s ​che qualche giorno fa ha confermato il rating dell’Italia a BBB.

Secondo Fitch durante le prime settimane della pandemia l’Italia ha dimostrato un’ampia coesione politica e il Primo Ministro Conte ha ottenuto il grado di approvazione più alto da quando è entrato in carica. Le tensioni politiche sono tuttavia riemerse nelle ultime settimane e si teme un’intensificazione “man mano che le misure di blocco si allenteranno gradualmente e l’attenzione politica si sposterà sull’economia e sulla risposta comune europea alla crisi“.

I rapporti con la Ue sono un altro nodo cruciale secondo Fitch, soprattutto perché politicamente sensibili per l’Italia: “Sembra che il Governo italiano abbia accolto con favore la conclusione del vertice ma è probabile che persistano differenze politiche tra i partiti politici italiani sull’utilizzo del Mes”, sottolineano gli analisti, inserendo questo aspetto fra gli elementi decisivi all’origine della scelta sul rating.

Secondo quanto afferma l’agenzia, l’outlook del settore bancario italiano è deteriorato dopo lo shock del Covid-19: la profonda recessione amplierà probabilmente i rischi alla qualità del credito e metterà pressione sulla redditività del settore, precisando che le misure di appoggio decise dal Governo dovrebbero in parte sostenere la qualità degli asset e mitigare in parte l’impatto negativo sulle banche.

Immediata la replica del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, secondo cui “i fondamentali dell’economia e della finanza pubblica dell’Italia sono solidi“. Ricordando che le altre agenzie di rating hanno assunto un atteggiamento più prudente, Gualtieri ha tenuto a sottolineare che Fitch “non tiene conto delle rilevanti decisioni assunte nell’Unione europea, dagli Stati che la compongono e dalle istituzioni che ne fanno parte e come in particolare l’orientamento strategico della Bce non sembri sia adeguatamente valorizzato“. “Il Governo – ha aggiunto Gualtieri in una nota – ha la piena consapevolezza dell’esigenza di affrontare questa crisi con misure che non siano solo di carattere emergenziale. Interverremo, anche con un’agenda di riforme e di investimenti, per aumentare il nostro potenziale di crescita, con attenzione ai vincoli e alla sostenibilità della finanza pubblica e alla necessità di confermare la traiettoria di riduzione del debito“.

Gli occhi sono ora tutti puntati su Moody’s che sull’Italia ha un rating Baa3, l’ultimo gradino dell’investment grade, con prospettive negative e ha in programma una revisione l’8 maggio prossimo. Le previsioni non sono però del tutto negative. “Non ci aspettiamo un downgrade – sostiene Joao Almeida di Morgan Stanley – e anche un cambiamento dell’outlook non sembra un rischio molto elevato».

di: Maria Lucia PANUCCI[:]

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