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Calabria, al via la riapertura di bar e ristoranti all’aperto

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La governatrice Jole Santelli sfida il Governo ma insorgono molti Comuni

La Calabria sfida il Governo e tenta di tornare alla normalità, in convivenza con il virus. La presidente della Regione Jole Santelli anticipa i tempi di allentamento delle restrizioni, previste a partire dal 4 maggio, e autorizza la riapertura dei locali ristorativi. Bar, ristoranti, pasticcerie, pizzerie, agriturismi da oggi non solo possono aprire per l’asporto, ma possono anche fare servizio ai tavoli purché all’aperto e nel rispetto di una serie di misure “anti-contagio”, dalle distanze di sicurezza alla sanificazione. Così ha deciso, con ordinanza pubblicata poco prima delle 22, la governatrice del centro destra, in linea con la politica del suo schieramento, decretando una sorta di “liberi tutti”. “L’ordinanza  – spiega Santelli in una nota – prevede misure nuove, al pari di altre Regioni e alcune uniche sul territorio nazionale; tutte parlano il linguaggio della fiducia. Poiché in queste settimane i calabresi hanno dimostrato senso civico e rispetto delle regole, è giusto che oggi la Regione ponga in loro fiducia. Sapranno dimostrare buon senso nel gestire i nuovi spazi di apertura che la Regione ha deciso di consentire, anche oltre il dettato del Governo“.

Ma se da una parte la decisione è stata subito appoggiata dal vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani, non ha convinto molti sindaci che hanno cominciato a fare muro. La lista dei Comuni contrari all’ordinanza della Santelli si allunga di ora in ora, inclusi diversi grandi centri urbani amministrati dal centrodestra come Lamezia Terme, in mano al primo cittadino Paolo Mascaro, che si è già pubblicamente dichiarato contrario all’ordinanza. Scontento sembra anche il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, storico rivale in Forza Italia di Santelli, che ufficialmente al momento non si esprime, ma sembra non aver gradito per nulla.A Polistena, nel reggino, il sindaco Tripodi ha avvertito i suoi concittadini che nulla si modificherà fino al 4 maggio, mentre a San Pietro a Maida Domenico Giampà differisce tutto di almeno 24 ore “al fine di poter programmare con gli esercenti la ripresa delle attività”. A Castrovillari invece niente orizzonte temporale. Per il sindaco Pino Capalbo tutto rimarrà fermo. Al momento, l’unico a schierarsi con la governatrice è il primo cittadino di Cosenza, Mario Occhiuto, per il quale “ha fatto bene Jole a riaprire subito bar e ristoranti all’aperto, anche perché in Calabria non cambierebbe niente con un mese di chiusura in più”.

Nettamente contraria l’opposizione di centrosinistra in Consiglio regionale, che considera il provvedimento di Santelli in tutto e per tutto illegittimo perché in contrasto con i decreti governativi. L’ex candidato governatore Pippo Callipo, leader del movimento Io Resto in Calabria, invita alla prudenza. “Invitiamo i cittadini calabresi ad essere molto cauti e siamo certi che si dimostreranno più responsabili di chi li governa“, ha spiegato.

Ma Santelli non solo è riuscita a scontentare in modo sostanzialmente bipartisan tutti gli amministratori. Anche i ristoratori sono sul piede di guerra, annunciando che non ci sarà alcuna riapertura fin quando non sarà istituito un tavolo tecnico-politico con la Regione. “La presidente – affermano – ha preferito snobbarci e di fatto pensa con questa ordinanza di risolvere le problematiche del nostro settore, oppure pensa di spaccare tra chi ha gli spazi all’aperto e chi no. La norma discriminatoria mira sicuramente ad innescare una guerra tra poveri come sempre la politica in Calabria ha preferito fare”.

di: Maria Lucia PANUCCI[:]

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