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Cassa integrazione: ecco quanto perderanno i lavoratori a causa del Coronavirus

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Il taglio in busta paga va dalle 472 euro alle 764 euro e dipende dalle professioni

Una perdita tra le 472 euro e le 764 euro. Sono questi in media i soldi in meno che i lavoratori italiani si ritroveranno nel momento in cui beneficeranno di cassa integrazione, ordinaria e straordinaria, per l’emergenza Coronavirus. Un taglio di circa il 36% che però varia in base allo stipendio. Si va infatti da una perdita media pari al 25% per le professioni non qualificate e che può arrivare al 45% per quelle scientifiche e di elevata specializzazione. I calcoli sono stati forniti nel nuovo studio Cassa integrazione: quanto ci rimettono i lavoratori , elaborato dalla Fondazione studi Consulenti del lavoro, a partire dai dati Istat – Indagine sulle Forze Lavoro , che mette in luce come “solo” il 39% dei cassintegrati riceverà una decurtazione minima del 20%.

Le professioni maggiormente interessate dai tagli sono appunto quelle a più alta qualificazione, a partire da quelle intellettuali e ad elevata specializzazione, per le quali si stima che l’assegno di cassa integrazione risulterà inferiore di 764 euro rispetto alla retribuzione netta, pari ad una decurtazione del 45%. A seguire le figure tecniche riceveranno 646 euro in meno, pari ad una decurtazione del 41% sulla retribuzione netta.

Anche le professioni intermedie, con retribuzioni nette mensili attorno ai 1.300 euro, superano in gran parte i massimali previsti dalla normativa e riceveranno pertanto un trattamento inferiore del 33% del loro stipendio, con una perdita di 428 euro per le professioni esecutive del lavoro d’ufficio (le cui entrate medie mensili passeranno da 1.292 a 863 euro) e di 431 euro per gli artigiani e operai specializzati. Simile la situazione di operai, conduttori impianti e macchine, le cui entrate saranno decurtate del 35%, passando da 1.383 euro a 902 euro.

Stando ai dati contenuti nell’indagine, il quadro risulta molto differenziato anche da un punto di vista territoriale con un taglio medio della busta paga che va dal 37% al Nord (pari a circa 512 euro) al 36% del Centro (469 euro in meno), per arrivare poi al Sud dove la maggior concentrazione di lavoratori con profili professionali e retributivi medio-bassi porta ad un taglio pari al 33% (396 euro). Trentino Alto Adige, Lombardia e Liguria sono le regioni in cui i cassintegrati subiscono il taglio più significativo, mentre nel Mezzogiorno a retribuzioni inferiori corrispondono perdite minori: dal 33% della Campania al 31% della Calabria.

di: Maria Lucia PANUCCI[:]

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