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Confindustria, Bonomi punta il dito contro il Governo

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“La Fase 2 è partita molto male, il Governo non ci ha ascoltato”

Bonomi lo aveva annunciato ancor prima che venisse eletto: il suo mandato sarebbe stato molto critico nei confronti del Governo e così è già dalle prime battute, nonostante ancora l’elezione ufficiale non c’è stata (avverrà il prossimo 20 maggio). Senza mezzi termini, il presidente designato di Confindustria punta il dito contro l’operato dell’Esecutivo sugli interventi economici per far fronte all’emergenza Coronavirus. “La Fase 2 è partita male, molto male – ha spiegato ospite a Piazza Pulita. – Purtroppo da 5 settimane chiedevamo un metodo per la fase due, ma non ci hanno ascoltato. Abbiamo chiesto qualcosa di urgente, di immediato. Perché fare una miriade di interventi a pioggia non serve“.

Bonomi ha poi detto un secco “no” all’ipotesi di una patrimoniale: “Se la strada è la patrimoniale è come chiudere veramente il Paese, perché quel poco di fiducia che ha il sistema economico verrebbe meno. Dobbiamo avere l’ossessione della crescita“. E sui rapporti con il Governo ha specificato: “Non ci interessa chi c’è al Governo, noi ci confrontiamo con il Governo del momento, noi vogliamo discutere sui temi economici e abbiamo la sensazione che si voglia sempre spostare l’accento sulla parte politica per non entrare nel merito dei provvedimenti economici. Siamo i primi che diciamo che dobbiamo stare uniti, lavorare per il Paese, ma bisogna essere concreti e seri. Quando sentiamo certi annunci da parte di alcuni componenti del Governo francamente rimaniamo perplessi. L’esecutivo deve ascoltare. Credo che stiano prendendo delle decisioni sulla scorta delle consulenze di grandi multinazionali americane e non ascoltano gli imprenditori italiani. Già il metodo non mi piace“.

Bonomi ha poi parlato anche del reddito di cittadinanza: “Nel 2018 io stesso dicevo che la componente che andava a intervenire sulle persone che non hanno reddito era corretta. La grande risorsa della Repubblica che si chiamano i navigator è stata un grande fallimento, continua a costarci una marea di miliardi, e nessuno vuole ammettere che non funziona e va cancellata. Non credo che i problemi di disoccupazione cui purtroppo andremo incontro li risolveranno i navigator“.

Il numero uno di Confindustria ha quindi indicato all’Esecutivo tre misure prioritarie per le imprese: “Tagliare l’Irap, pagare i debiti della P.a alle imprese private, sbloccare i fondi già finanziati per le opere pubbliche. Le misure già varate non arrivano, non hanno i loro effetti”. 

di: Maria Lucia PANUCCI

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