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Governo, salta l’accordo sui migranti

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Il Movimento 5 Stelle dice no all’intesa sui permessi di soggiorno temporanei e alla sanatoria per i datori di lavoro che fanno emergere i lavoratori in nero

Il Movimento 5 stelle frena l’accordo sulla regolarizzazione dei migranti irregolari che lavorano come braccianti nei campi, come colf o badanti. Il provvedimento dovrebbe rientrare nel decreto maggio, ribattezzato Rilancio ma ancora, nonostante la trattativa fiume, una quadra non c’è. “Sul tema dei lavoratori stagionali, rimaniamo fortemente contrari rispetto a qualunque intervento che si configuri come una regolarizzazione indiscriminata”, fanno sapere i pentastellati.

Nelle bozze in ogni caso la norma è stata inserita. Prevede che i datori di lavoro possano chiedere di regolarizzazione i dipendenti in nero, stranieri ma anche italiani, pagando una cifra forfettaria di circa 400 euro. Inoltre, gli stranieri ai quali è scaduto il permesso di soggiorno lo scorso 31 ottobre potranno chiedere, versando 100 euro, un rinnovo di 6 mesi per cercare un nuovo lavoro. Ai 5S non vanno bene i 6 mesi di rinnovo dei permessi ma soprattutto la sanatoria prevista per i datori di lavoro che regolarizzano i dipendenti in nero.  “Confermiamo il nostro principio di partenza: il permesso di soggiorno deve essere legato ad un contratto di lavoro, non viceversa”, tuonano i grillini. Duro il commento di Crimi che secondo fonti dell’AdnKronos nella chat Squadra 5 Stelle, in uso a ministri e sottosegretari del movimento, ha scritto: “Più leggo la norma più mi rendo conto che qualcosa non quadra – scrive Crimi nella chat – far emergere il nero abbuonando sanzioni penali significa dire ai nostri imprenditori onesti siete dei cogl…i, potevate fare come noi e guadagnare di più e ora ci abbuonano tutto…”. Non fa sconti neanche il sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia, del M5S che in un lungo video su Facebook spiega: “Non facciamo sconti ai criminali, se è urgente recuperare braccianti per l’agricoltura, non è altrettanto urgente fare un regalo a chi sfrutta il lavoro: caporalato e lavoro nero vengono perseguiti quotidianamente dalle forze dell’ordine che dobbiamo ringraziare perché non si arrendono mai davanti a chi commette reati. In che modo un colpo di spugna su un comportamento che fino al giorno prima era un reato perseguibile in Italia con il carcere e con delle sanzioni amministrative può aiutare a reclutare nuova forza lavoro nei campi? Io spero che il buon senso torni al centro del dibattito“.

Conte però ha promesso alla ministra Bellanova, e per suo tramite a Matteo Renzi, che la norma sarebbe stata dentro il decreto. Per il M5s invece l’unica via d’uscita è lo stralcio, Sibilia lo dice chiaramente. Ma Italia Viva  non vuole sentirne parlare, per la Bellanova l’accordo non si tocca e deve essere nel “decreto rilancio. Toni simili anche dal Pd mentre i renziani negano l’accusa di voler condonare i “caporali”: “Non è vero, la norma esclude esplicitamente dalla sanatoria chi è stato condannato per caporalato o per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”.

Ieri sera, al Tg5, il ministro Gualtieri ha specificato: “Ci sarà una regolarizzazione di colf, badanti e regolatori agricoli: c’è carenza di manodopera, aiuterà anche a far emergere il lavoro nero”. Pd e Iv non intendono fare retromarcia e dicono che a questo punto la deve risolvere proprio il premier nel Consiglio dei ministri che si dovrebbe tenere oggi. Vedremo cosa accadrà.

di: Maria Lucia PANUCCI

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