Ven, 30 Ottobre
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Emergenza Covid-19, ecco il grande cuore degli italiani

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I cittadini contribuiscono a rilanciare l’economia di quartiere e si dedicano al volontariato

Il lockdown ha costretto milioni di italiani a stare in casa e di conseguenza a cambiare le proprie abitudini, non solo di consumo ma anche di acquisto. Ecco allora che moltissimi per necessità hanno riscoperto i piccoli negozi sotto casa ed ora che la quarantena è finita non ne fanno più a meno. A rilevarlo è una indagine che Facile.it ha commissionato all’istituto di ricerca mUp Research in collaborazione con Norstat.

Ebbene, dallo studio emerge che quasi il 20% degli italiani, circa 8,6 milioni di persone, ha modificato le proprie abitudini di acquisto, riscoprendo le botteghe di quartiere, preferendole alle grandi catene di distribuzione. A scegliere i market sotto casa anziché spostarsi verso centri commerciali o grandi supermercati sono stati soprattutto i residenti nei grandi comuni (23,6% fra chi vive nelle città con oltre 250.000 abitanti). Nello specifico, quasi 1 rispondente su 5 (18%) ha cercato di sostenere i negozi del proprio quartiere attraverso anche le consegne a domicilio.

L’indagine ha messo poi in evidenza come gli italiani si siano dedicati a sostenere chi era in difficoltà attraverso donazioni o vere e proprie forme di volontariato. Il 17% ha contribuito economicamente a raccolte fondi promosse da enti pubblici o soggetti privati, soprattutto giovani e di sesso femminile appartenenti alla fascia d’età 18-24 anni. Le donazioni, tuttavia, non sono state solo economiche, ma anche di beni di prima necessità dati direttamente a persone in difficoltà. Hanno scelto questa via il 13,6% degli intervistati. Secondo l’indagine, poi, il 15% degli italiani si è offerto di fare personalmente la spesa al posto di anziani, di chi si trovava in situazione di bisogno o, anche, non poteva uscire di casa.

Il Coronavirus ha dato nuova linfa anche al volontariato. Sono quasi 1,4 milioni (3%) gli italiani che hanno cominciato a farlo presso enti o associazioni impegnate nell’emergenza. Quasi 4,6 milioni di individui ha aiutato mettendo gratuitamente a disposizione del prossimo le proprie competenze personali o professionali. In particolare sono stati i liberi professionisti ad essersi dati da fare: il 16% di costoro ha offerto le proprie competenze, anche se a distanza; c’è chi ha fatto ripetizioni via chat per aiutare i ragazzi che si sono trovati a gestire da soli necessità scolastiche; idraulici che hanno guidato via web persone che nemmeno avevano mai visto o elettricisti che, attraverso una videochiamata, sono riusciti a risolvere piccoli e grandi problemi che si sono verificati nelle case di vicini o….lontani.

di: Maria Lucia PANUCCI[:]

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