Mar, 20 Ottobre
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Usa, la Fed adesso compra gli ETF e chiama in causa BlackRock

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Intanto il virologo Fauci tuona: “Rischi enormi se riapriamo presto”

E’ iniziato ufficialmente il piano di acquisti di bond societari della Federal Reserve che porterà la banca centrale Usa a sottoscrivere fino a un massimo di 750 miliardi di dollari di titoli di società non finanziarie. È una misura anti-crisi senza precedenti quella che l’istituto americano mette in campo per difendere l’economia reale e il sistema finanziario dalla crisi Covid, soprattutto perché nel perimetro degli acquisti entrano anche gli ETF, acronimo di Exchange Traded Fund, un termine che fa riferimento ai fondi negoziati in borsa su obbligazioni societarie. E per compagno di strada nella nuova avventura, la Fed ha snobbato le banche di Wall Street scegliendo invece BlackRock, colosso dell’asset management Usa specialista di questi strumenti.

La Fed farà i suoi acquisti tramite la Secondary Market Corporate Credit Facility, finanziata dal Tesoro così come la Primary Market Corporate Credit Facility. Privilegiate saranno le obbligazioni societarie investment grade, ossia quelle con merito creditizio elevato; tuttavia, non si esclude l’acquisto di qualche titolo “spazzatura” proprio per non interrompere il flusso del credito alle imprese più in difficoltà.

Il programma di acquisto degli ETF, insieme ad altri strumenti lanciati dalla Fed, mira a ripristinare il funzionamento nei mercati finanziari duramente colpiti dal lockdown anti-pandemia, che ha fermato gran parte dell’economia portando a un forte peggioramento dei dati macroeconomici. Ma avrà probabilmente anche un altro effetto, ovvero quello di promuovere il business della gestione patrimoniale, scegliendo BlackRock per aiutarla a investire in obbligazioni societarie nuove o già emesse ed assegnando a un altro gigante a stelle e strisce della gestione degli investimenti, Pimco, il compito di acquistare carta commerciale o prestiti a breve termine delle imprese. Le due società si troveranno insomma a investire centinaia di miliardi di dollari delle banche centrali, ricoprendo il ruolo inedito di “agenti della Fed”, in quello che pare essere l’ultimo atto di una rivoluzione nelle strutture di potere finanziario, con i principali gestori patrimoniali che stanno guadagnando terreno sulle banche di Wall Street.

Per quanto riguarda l’economia statunitense questa è destinata a riprendersi solo nella seconda metà dell’anno ma scenari più pessimistici con nuove infezioni da Covid-19 porterebbero a massicce chiusure di attività e fallimenti. “Entro la fine di quest’anno, la produzione sarà ancora al di sotto del livello della fine dell’anno scorso, del 5% o anche un po’ di più, e il tasso di disoccupazione sarà ancora a una sola cifra o a due cifre“, ha detto la presidente della Federal Reserve Bank di Cleveland, Loretta Mester, aggiungendo che c’è “una notevole incertezza” su come sarà la ripresa. “Non è difficile immaginare scenari più pessimistici, soprattutto se un’impennata dei casi di virus renderà necessaria una nuova chiusura dell’attività o se ci saranno molti più danni in termini di fallimenti aziendali e personali o se si verificheranno instabilità nel sistema bancario“, ha aggiunto.

Le parole della Fed arrivano dopo il monito lanciato dal virologo Anthony Fauci, figura di riferimento nella task force anti-Covid 19 della Casa Bianca, durante la sua audizione di tre ore e mezza davanti alla Commissione Sanità del Senato in cui ha invitato alla prudenza perché negli Stati Uniti c’è “il rischio reale di innescare un’epidemia che non si è più in grado di controllare“. “Occorre riaprire il Paese con prudenza, altrimenti rischiamo un balzo all’indietro con gravi conseguenze per la salute pubblica e per l’economia“, ha sottolineato Fauci che è cautamente ottimista per il domani: “Potremmo avere il prototipo di un vaccino tra l’autunno e l’inverno“, ha detto.

Ieri, intanto, è arrivato anche il monito del Fondo Monetario Internazionale (FMI) in un post sul blog dell’istituto firmato dai direttori del dipartimento europeo e asiatico che invita Europa e l’Asia a resistere alla tentazione di riaprire le loro economie troppo in anticipo. Secondo il Fondo, una riapertura anticipata potrebbe mettere a repentaglio i progressi ottenuti finora nella lotta contro Covid-19 e porterebbe a ulteriori costi umani ed economici. Segnala l’istituto, inoltre, che alcuni Paesi europei hanno deciso di riaprire le proprie economie relativamente prima della Cina e di altri Paesi asiatici e questo rende l’Europa più a rischio di una nuova ondata di contagi. In quest’ottica, fa scuola il “caso Germania” dove, a due settimane dall’inizio della Fase 2, il tasso di contagio è risalito.

di: Maria Lucia PANUCCI[:]

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