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Anche il Giappone finisce in recessione

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Ma il peggio deve ancora venire

Anche il Giappone, una delle più grandi economie mondiali, è ufficialmente in recessione. A confermarlo sono gli ultimi dati sul Pil nipponico che confermano che nel primo trimestre il Prodotto interno lordo si è contratto a un ritmo annualizzato del 3,4%, pari a un -0,9% sull’ultimo trimestre del 2019, quando il calo annualizzato era stato del 7,3% sulla scia dell’aumento dell’Iva dall’8 al 10% scattato il primo ottobre. La performance di inizio anno appare comunque migliore delle aspettative medie degli analisti che si attendevano un crollo intorno al -4,6%.

Tutti negativi i parametri annunciati oggi: i consumi sono scesi su base trimestrale dello 0,7%, gli investimenti di capitale si sono contratti dello 0,5% e quelli residenziali del 4,5%. Le esportazioni sono calate del 6% (il peggior ritmo di flessione dai tempi dello tsunami del 2011) e le importazioni del 4,9%.

Questo a testimonianza che non solo l’Italia è finita nella morsa del Coronavirus. Anche le restanti economie mondiali hanno fatto i conti con l’emergenza e la recessione del Giappone è stata soltanto l’ultima di una lunga lista. Proprio pochi giorni fa infatti sotto i riflettori è finita la Germania, il cui Pil è scivolato del 2,2% nel primo trimestre del 2020 (leggi qui l’analisi della Bce).

Proprio per il quadro nero che emerge l’Esecutivo guidato dal premier Shinzo Abe ha deciso di varare una manovra di sostegno equivalente a oltre il 20% del Pil, mentre la Banca del Giappone ha introdotto misure di politica monetaria ulteriormente espansive: gli investitori scrutano con attenzione tempi e modi di attuazione del pacchetto, che prevede tra l’altro l’erogazione di 100 mila yen a tutti i residenti che ne facciano richiesta.

Il peggio deve però ancora arrivare, visto che le restrizioni su base volontaria introdotte dal Governo alle attività economiche sono cominciate appunto agli inizi del secondo trimestre, con una emergenza scattata il 7 aprile e parzialmente allentata lo scorso 14 maggio con la rimozione nella maggior parte delle province (non, però, a Tokyo e a Osaka). Secondo le proiezioni nel secondo trimestre 2020 l’economia nipponica dovrebbe contrarsi del 5,8%, a un tasso annualizzato quindi che arriva al -21%.

di: Maria Lucia PANUCCI

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