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Fondi Ue, arriva il contro-piano dell’Austria: “Aiuti sì ma con i mutui”

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La Commissione potrebbe raddoppiare il bazooka franco-tedesco a 1000 miliardi

La nostra posizione sul Recovery Fund rimane invariata“. Già ieri il giovane cancelliere austriaco Sebastian Kurz si era detto contrario al fondo di rilancio europeo proposto dalla Francia e dalla Germania che prevede aiuti per 500 miliardi di euro ai Paesi europei più colpiti dal Coronavirus (leggi qui per approfondire ). Ed oggi arriva la conferma. “Vogliamo essere solidali con gli Stati che sono stati colpiti duramente dalla crisi, ma riteniamo che la strada giusta siano mutui e non contributi – ha dichiarato il leader trentatreenne al quotidiano Oberösterreichischen Nachrichten. – Nei prossimi giorni presenteremo una proposta con una serie di idee. Siamo convinti che il rilancio dell’economia europea sia possibile, senza una comunitarizzazione dei debiti“.

Non è chiaro se il plurale faccia riferimento anche ad altri Stati ma l’Austria non è sola ad opporsi al piano per il rilancio. Così come era avvenuto per i coronabond, anche in questo caso ci sono altri Paesi nordici a fare muro, ovvero Danimarca, Svezia e Olanda. “Ci rifiutiamo di finanziare prestiti non rimborsabili, sono necessari investimenti per il futuro non per coprire i costi dei debiti passati“, ha aggiunto il ministro delle finanze austriaco Gernot Bluemel.

Spagna, Portogallo, Grecia, Italia sono concordi nel ritenere la mossa franco-tedesca molto positiva. Da Bruxelles fanno sapere che i quattro rigoristi non hanno molti margini di manovra una volta che Berlino ha rotto gli indugi. “Non si tratta solo di investimenti aggiuntivi per la crescita, ma anche di riforme per assicurare che le risorse siano usate con il massimo di efficacia, anche questo è parte dello strumento per la ripresa“, ha spiegato il vicepresidente della Commissione Dombrovskis.

Quanto al volume finanziario, difficile anticipare quale sarà il punto di caduta. Macron e Merkel hanno parlato di 500 miliardi ed il nostro Paese dovrebbe ottenere una quota intorno a 80-100 miliardi ma la proposta che potrebbe mettere sul tavolo la Commissione europea potrebbe essere ben più alta, addirittura essere raddoppiata a 100 miliardi. Per ora sono voci di corridoio. La cifra esatta si conoscerà solo tra una settimana, il 27.

di: Maria Lucia PANUCCI

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