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L’incubo della patrimoniale torna ad agitare gli italiani

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Il debito dovrà essere rimesso a posto da noi, parola degli analisti

«Siamo tutti consapevoli che in Italia c’è un grande risparmio privato. Ci sono tanti progetti e a tempo debito vedremo». La sentite anche voi la Sinfonia numero 5 di Beethoven che fa eco a questa ferale e sibillina dichiarazione di Giuseppe Conte? Sono bastate queste poche parole, pronunciate dal premier nell’ultima, ennesima, apparizione televisiva, per scatenare il panico e la preoccupazione negli ascoltatori più attenti.
Lo spettro della patrimoniale si fa qualcosa di più concreto di un semplice incubo. A lungo smentita dallo stesso Presidente del Consiglio (ma sappiamo che il soprannome di “Pinocchio” se l’è guadagnato sul campo, negando e poi affermando tante cose – vedi il M.E.S.), ora appare ben più concreta dopo questo assist. D’altronde è da tempo che molti analisti, compreso il sottoscritto in una puntata della mia trasmissione televisiva Kriptonite, sottolineano come il debito creato dalle varie manovre di emergenza dovrà essere inevitabilmente rimesso a posto, da noi e dalle generazioni a venire.

Conte non è il primo a evocare questo fantasma, in queste settimane già altri hanno fatto di più, dando forma e nome a questi “tanti progetti”: il PD con la “covid-tax”, una tassa sui redditi oltre gli 80 mila euro; il venditore di frigoriferi ertosi a paladino dello slow-food Oscar Farinetti, con la sua ricetta del 2% secco come prelievo forzoso per tutti; addirittura le Sardine, che dalla piazza sono evidentemente passate alla pazzia, che hanno proposto il “prestito di solidarietà” (mentre il loro amico Benetton si sta per cuccare 2 miliardi a garanzia statale).
È innegabile che gli italiani siano notoriamente un popolo di “formichine”. 10 mila miliardi secondo Bankitalia/Istat, 4 mila miliardi stando al Censis, facciamo buon peso 7 mila miliardi (lascio?): a tanto ammonterebbe la giacenza sui conti correnti di tutti i cittadini della penisola, soldi che spesso rimangono dormienti e, appunto, non vengono investiti. Errore da penna rossa, ma tant’è sono soldi nostri e ci facciamo un po’ quello che vogliamo, no?
Gli italiani non si sono mai tirati indietro quando c’è stato da sostenere la patria coi propri beni e i propri soldi. Basterebbe chiedergli di farlo su base volontaria. Non a caso i “Btp Italia” stanno riscuotendo già un ottimo successo, e non certo per la cedola all’1,4%…

Anch’io avrei “tanti progetti e a tempo debito vedremo”, per esempio riportare in Italia il fisco di aziende che eludono e tassare i giganti del tech che lavorano nel nostro paese e pagano le (poche) tasse all’estero.

Certo un altro Amato e un altro 1992 non se li augura nessuno, con un bel nome tipo “italiani per l’Italia” per ammantare le grinfie della politica sui risparmi di una vita. Ma «questo governo non lavora col favore delle tenebre». Ipse dixit.

di MATTEO VALLÉRO

Direttore editoriale Business24

articolo uscito nella rubrica IL CAPITALE sul quotidiano La Verità di ieri 21 Maggio 2020[:]

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