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Jabil, scongiurati i 190 licenziamenti

La ministra del Lavoro Catalfo assicura: “Abbiamo lavorato senza sosta”

Non ci sarà alcun licenziamento alla Jabil di Marcianise. La bella notizia arriva dopo una settimana di fuoco iniziata venerdì scorso con il dietrofront del gruppo americano a un passo dall’intesa con il ministero del Lavoro (leggi qui per approfondire). Ora, al termine di un nuovo round di confronto tra l’azienda ed i sindacati, durato oltre 7 ore, la decisione presa è stata a favore dei lavoratori che potranno tirare un sospiro di sollievo. Sono stati revocati infatti con effetto immediato i 190 licenziamenti per i quali la multinazionale aveva già aperto la procedura di rito. E’ stato inoltre ufficializzato il ricorso a cinque ulteriori settimane di cassa integrazione, previste dai decreti anti Covid-19 per trovare una collocazione agli esuberi in differenti realtà produttive che verranno incentivate ad assumere questi lavoratori.

Merito dell’epilogo roseo è stato del ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, che. con il solo obiettivo di tutelare i lavoratori del sito, ha lavorato duramente per ricucire le relazioni diplomatiche con il vertice americano della Jabil. “I lavoratori di Jabil non solo riceveranno un sostegno al reddito con la cassa integrazione, ma saranno accompagnati in un percorso di ricollocazione verso altre aziende“, ha commentato soddisfatta la Catalfo al termine dell’incontro.

Resta però da risolvere, in un lasso di tempo breve, lo scoglio più grande: trovare imprenditori che assicurino la continuità produttiva e non soluzioni che, successivamente, portino a nuovi esuberi. “Continuerò a seguire la questione” ha assicurato la Catalfo, ma la questione adesso investirà soprattutto il Mise e l’assessorato regionale al Lavoro.

L’accordo prevede che, entro le prime due settimane, i lavoratori formalizzino la volontà di essere ricollocati o accettino l’esodo volontario: nel primo caso l’impresa che si fa avanti riceverà da Jabil un bonus di 30 mila euro che andranno invece al dipendente nel secondo caso. Se a fine giugno non fosse stato raggiunto un numero sufficiente di adesioni si potranno attivare altre misure come il Fondo nuove competenze o il Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali.  Alla scadenza del periodo di divieto di licenziamento (17 agosto) Jabil ha fatto sapere che “aprirà nel più breve tempo possibile una nuova procedura di riduzione del personale in esubero, al termine della quale procederà comunque alla risoluzione dei rapporti di lavoro“. Infine, se nei prossimi mesi si dovessero registrare flessioni nei volumi produttivi, si aprirà un a nuova trattativa per il sito di Marcianise.

Soddisfatti i sindacati. “L’importante è stato mettere al riparo i 540 lavoratori del sito di Jabil. Abbiamo respinto sin da subito la decisione scellerata della multinazionale americana, in un contesto così delicato per il paese e per il Sud“, hanno commentato Raffaele Apetino , segretario Generale Fim Cisl Campania, e Nicodemo Lanzetta, Segretario Generale Fim Cisl Caserta. Per la Fiom è importante che i lavoratori che saranno ricollocati conservino le stesse condizioni economiche e giuridiche maturate in Jabil, ma non solo. “Chiediamo – scrivono – che i progetti delle aziende che si fanno avanti vengano verificati dal Mise perché i lavoratori vogliono garanzie sul loro futuro. È anche fondamentale chiarire cosa ne sarà dei 350 ancora in forza a Marcianise. Serve una prospettiva di sviluppo“.

di: Maria Lucia PANUCCI

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