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Borsa, in arrivo una fusione italo-francese?

Lse cederebbe Borsa Italiana, che potrebbe unirsi a Parigi sullo schema Fca-Psa

Una borsa italo-francese in arrivo? Secondo i rumors le diplomazie di entrambi i Paesi sarebbero al lavoro per un’operazione di sistema sul modello Fca-Psa con il sostegno delle rispettive Casse Depositi e Prestiti. L’idea sarebbe quella di far nascere una grande piazza italiana a fiscalità incentivata e con Parigi alla guida.

Secondo varie indiscrezioni il governo italiano sta studiando da tempo una proposta da presentare all’attuale proprietario di Borsa Spa, il London Stock Exchange per acquisirla. Dal canto suo Lse sta portando avanti l’acquisizione per 27 miliardi di dollari di Refinitiv, la banca dati concorrente a Bloomberg, in mano attualmente a Blackstone (55%) e a Reuters (45%) e a fine mese, nella settimana fra il 22 e il 26 giugno, dovrebbe arrivare il placet dell’Antitrust Ue. Come contropartita al via libera l’Ue, in posizione di forza ora a causa di una Brexit scomposta, potrebbe chiedere a Londra di cedere un importante asset comunitario quale appunto Borsa Spa. L’antitrust Ue è un organo politico e a spingere in tal senso possono essere i francesi, che hanno confermato anche di recente il forte interesse per Borsa.

Per non creare attriti con il M5S, che spinge per una Borsa di nuovo in mani italiane, sta prendendo forma a Palazzo Chigi l’idea di un piano di investimento congiunto Italia-Francia che abbraccia anche la controllata Mts (la piattaforma europea di scambio dei Btp) ed Elite, la società che coordina 1.300 pmi non quotate. Questo dossier vedrebbe un’operazione in stile Fca-Psa, con l’intervento congiunto dei due Paesi attraverso le rispettive Casse depositi e prestiti. Il presidente del gruppo sarebbe italiano e l’ad francese e dunque, come per la fusione automobilistica, si porrebbe creare un serio problema di comando.

Secondo quanto si apprende, l’Italia potrebbe fare la sua proposta economica a breve, dopo che l’ufficio Legal di Cdp ha studiato il caso Borsa sulla scorta di un report di Mediobanca. La cifra sul piatto dovrebbe aggirarsi intorno  2,5-2,7 miliardi di euro nonostante Piazzetta Cuccia abbia valorizzato Borsa Spa molto di più, attorno ai 3,5 e 4 miliardi. L’intervento del Governo e il possibile utilizzo del Golden power hanno la capacità di abbassare il prezzo. Questo range di prezzo è quanto sarebbe disposto a “sborsare” anche Parigi.

Ora la regia dell’intera operazione è in mano a Mediobanca che con la Francia ha da sempre molti legami. La merchant bank è advisor nella fusione Fca-Psa (leggi qui) ed è essa stessa oggi al centro di un tentativo di scalata, con obiettivo finale forse Generali, da parte di Leonardo Del Vecchio (vedi qui) i cui asset, da EssilorLuxottica a Covivio hanno sede a Parigi. La banca che sostiene l’imprenditore milanese è poi Unicredit a guida francese.

Insomma i tempi su Borsa stringono ed il tema è tutto politico, soprattutto dopo la presentazione del progetto franco-tedesco sul Recovery Fund da 750 miliardi di euro che, se approvato a luglio, vedrebbe l’Italia fra i maggiori beneficiari (approfondisci qui). E’ indubbio che l’Eliseo si sta dando molto da fare per aiutare Roma ad uscire dalla morsa della pandemia ma questo avrà un prezzo. Bisognerà capire quale.

di: Maria Lucia PANUCCI

LEGGI ANCHE: Governo, in pentola un dpcm su golden power per asset chiave come la Borsa

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