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Scuola, a settembre si ritorna in presenza con l’ipotesi di divisori tra i banchi

I sindacati lamentano poche risorse ed annunciano uno sciopero per lunedì

Niente più lezioni online, a settembre si ritorna a scuola. No ai doppi turni e barriere di plexiglass dentro le aule. Dopo due ore di videoconferenza, con ben 53 interlocutori a parlare con il presidente del Consiglio, la ministra Lucia Azzolina ha offerto il primo riassunto delle sue intenzioni sul rientro dei ragazzi sui banchi dopo l’estate. “A seconda dello stato del virus – ha spiegato la Azzolina – per dare sicurezza agli studenti si potranno prevedere pannelli in plexiglass nelle aule a compartimentare i banchi e, se necessario pensare a tensostrutture e opere di edilizia leggera nelle aree esterne degli istituti scolastici“.

Conte ha ribadito più volte la necessità di far tornare milioni di studenti a scuola con l’inaugurazione del nuovo anno. “La didattica a distanza può essere un’opportunità in più per potenziare offerta didattica, ma certo dobbiamo ritornare in presenza“, ha spiegato.

Linea condivisa naturalmente dalla Azzolina: “L’obiettivo – ha affermato – è portare tutti a scuola in presenza, con particolare attenzione ai più piccoli che hanno sofferto maggiormente in questo periodo“.  La Azzolina ha consegnato alle famiglie un ruolo decisivo perché dovranno misurare la temperatura ai bambini prima di mandarli a scuola. Oltre alle mascherine poi ci sarà possibilità di usare le visiera anche per andare incontro alle esigenze di studenti con difficoltà respiratorie e ipoacusici.

La ministra ha ricordato che sulla scuola il Governo sta mobilitando risorse per oltre 4 miliardi di euro. “Ci sarà subito un nuovo stanziamento di altri 330 milioni per l’edilizia scolastica leggera“, ha aggiunto.

Ma da Regioni e Comuni è arrivato un allarme su risorse ed organici. “La riapertura delle scuole a settembre – hanno sottolineato i presidenti di Anci e Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini ed Antonio Decaro – comporterà molte criticità ma è indispensabile e noi non ci tiriamo indietro“. 

Certo da parte del Governo servirà allargare i cordoni della borsa. “Ci sono – ha continuato il presidente dell’Anci – una serie di necessità urgenti: sblocco dell’assunzione di personale, certezze su risorse per interventi rapidi di edilizia scolastica, riorganizzazione dei servizi di mensa e trasporto, un vero piano dei tempi che consenta di evitare che gli spostamenti si concentrino nelle ore di punta“.

Critici i sindacati secondo cui l’Esecutivo si sta muovendo troppo in ritardo. “Sulla scuola stiamo facendo una discussione in ritardo e ora dobbiamo correre. Il finanziamento dell’istruzione deve trovare soluzioni a breve, per far partire i lavori, per gli arredi interni alle classi e per la necessità di assumere docenti e amministrativi. Non possiamo rischiare che le scuole a settembre non riaprano“, ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. Gli fa eco Annamaria Furlan, segretaria della Cisl: “Servono 100 mila docenti, fin qui non è stato possibile un confronto serio con il ministero“. Insomma i sindacati non sono rimasti soddisfatti dall’incontro con le istituzioni ed hanno già confermato lo sciopero per lunedì prossimo.

di: Maria Lucia PANUCCI

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