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Fase 3, Colao: “Ecco il mio piano per far ripartire l’Italia”

I punti chiave contro la paralisi sono: rinvio delle tasse, rinnovo dei contratti a termine, più 5G, puntare su turismo, cultura e famiglie

Imprese e lavoro come “motore dell’economia”; infrastrutture e ambiente come “volano del rilancio”; turismo e cultura come “brand del Paese”; una pubblica amministrazione “alleata di cittadini e imprese”; istruzione, ricerca e competenze come “fattori chiave per lo sviluppo” ed infine individui e famiglie concepiti “in una società più inclusiva”. E’ questa l’Italia 2.0 della task force di Vittorio Colao. Una Italia che per ripartire in questa Fase 3, dopo l’emergenza sanitaria che ha sconvolto tutto il territorio nazionale, dovrà puntare su imprese, famiglie, turismo, cultura, sulla tecnologia, sulla pa e sull’ambiente. 6 macro-settori su cui investire che Colao spiega dettagliatamente nel suo rapporto di oltre 50 pagine dal titolo Iniziative per il rilancio Italia 2020-22, al momento sul tavolo del Governo.

Per quanto riguarda le imprese, uno dei suggerimenti contenuti nel rapporto riguarda il fatto di escludere il contagio Covid-19 dalla responsabilità penale del datore di lavoro per le aziende non sanitarie e neutralizzare fiscalmente, in modo temporaneo, il costo di interventi organizzativi, ad esempio la turnazione, gli straordinari, conseguenti all’adozione dei protocolli di sicurezza e al recupero della produzione perduta per il fermo, per non penalizzare la competitività dell’impresa e i redditi dei lavoratori. Inoltre, per stimolare la ripresa post-Covid rafforzando “il sistema Paese e la competitivà” dell’economia italiana, bisognerebbe puntare sul re-shoring ovvero “incentivare il re-insediamento in Italia di attività ad alto valore aggiunto e/o produttive” ad esempio “tramite decontribuzione dei relativi lavoratori, incentivi agli investimenti produttivi, maggiorazione ai fini fiscali del valore ammortizzabile delle attività rimpatriate“. “Il rientro di linee di produzione di fascia alta, anche con la crescita di distretti produttivi ad alta specializzazione – si legge nelle rapporto – avrebbe come beneficio quello di contribuire in modo significativo all’accrescimento del gettito erariale e all’incremento del prodotto interno lordo, generando altresì un impatto positivo in termini di occupazione“.

Consentire, in deroga temporanea al decreto Dignità, il rinnovo dei contratti a tempo determinato in scadenza almeno per tutto il 2020. E’ uno degli altri punti per il rilancio dell’economia. Il piano sottolinea come molti lavoratori assunti con contratti a termine vedranno sopraggiungere la scadenza del termine e quindi la cessazione del contratto in questa fase di crisi. In molti casi le aziende, si legge nel rapporto, “non avranno la possibilità o l’interesse a rinnovare o prorogare i contratti a termine, per mancanza di lavoro“. I limiti nell’utilizzo dei contratti a termine, viene evidenziato, “sono quelli relativi alla durata complessiva, 12 mesi o 24 in presenza di determinate causali, e il numero massimo di proroghe consentite“. Si tratta, sostiene la task force di Colao, “di allentare in via temporanea questi vincoli, almeno per i contratti a termine in corso la cui scadenza sopraggiungerà entro il 2020, o appena scaduti dopo l’avvio del blocco. Si potrebbe ipotizzare che il periodo dall’inizio del blocco al 31 dicembre 2020 sia neutralizzato rispetto al maturare del limite dei 24 mesi complessivi, consentendo la prosecuzione per un periodo significativo dei contratti a termine in corso o appena cessati. Si potrebbe ipotizzare inoltre, per i contratti in scadenza entro il 31 dicembre, la possibilità di una ulteriore proroga degli stessi anche se e stato già raggiunto il numero di proroghe massimo consentito, e comunque consentire la proroga eccezionale anche al di fuori delle condizioni (causali) previste dall’art. 19, comma 1 del Dlgs 81 del 2015“.

Ci sono anche due proposte di sanatoria nel capitolo dedicato alle imprese e al lavoro. La prima preveda l’emersione del lavoro irregolare in alcuni settori ma anche un mix di premialità (riduzione della contribuzione), paletti (dichiarazione di assenza di lavoro nero) e sanzioni (in caso di dichiarazioni del falso). Una seconda riguarderebbe invece l’emersione e la regolarizzazione derivante da redditi non dichiarati con il pagamento di un’imposta sostitutiva e l’obbligo di investimento di una parte dell’ammontare (40-60%) per cinque anni in strumenti di supporto del Paese.

Il piano di Colao indica anche la necessità di accelerare lo sviluppo delle reti 5G anche prevedendo di escludere l’opponibilità locale quando protocolli nazionali sono rispettati. “Bisogna adeguare i livelli di emissione elettromagnetica in Italia ai valori europei, oggi circa 3 volte più alti e radicalmente inferiori ai livelli di soglia di rischio“, si legge nel rapporto. Sono previsti anche voucher per sostenere l’accesso alla banda larga delle fasce meno abbienti della popolazione, in modo da evitare tutti i problemi “tecnologici” che molte famiglie hanno avuto durante il periodo delle lezioni online dei figli. E poi è importante anche per lo smart working che Colao consiglia anche come modalità futura di lavoro per le aziende private ma anche per il mondo della pubblica amministrazione. A proposito della pa bisogna adottare misure anti-burocrazia come l’ampliamento degli ambiti di autocertificazione e dei meccanismi di silenzio assenso, accompagnato da certezza dei tempi e da maggiori controlli. E’ necessario inoltre superare la “burocrazia difensiva”, legando la responsabilità dei dirigenti pubblici ai soli risultati della gestione, e prevedere per l’eventuale danno erariale un premio assicurativo pagato dall’amministrazione di appartenenza. 

Per quanto riguarda le tasse il rapporto suggerisce di rinviare il pagamento delle imposte sui redditi di giugno-luglio e sul fronte fiscale viene chiesto di rendere più agevole la compensazione dei debiti con i crediti fiscali, anche con i crediti esigibili verso la Pa. Si mette sul tavolo anche la riforma dei congedi parentali, indennizzi a 60%  – “Avviare la riforma dei congedi parentali indennizzandoli almeno al 60%, individuando forme di supporto pubblico, per incentivarne l’utilizzo specie da parte maschile ed estendere i congedi di paternità a 15 giorni“. E’ una delle azioni individuate dalla task force Colao nell’ambito del sostegno all’occupazione femminile.

Sul turismo l’idea è quella di sviluppare un piano quinquennale da aggiornarsi ogni due anni, “in modo che sia un irrinunciabile strumento operativo per tutti gli attori della filiera“. “Il settore è sotto forti pressioni competitive. L’Italia è al 1° posto come Paese ricercato in fase di pianificazione vacanza (dati Google), ma al 5° posto per numero di visitatori internazionali dietro a Francia, Spagna, USA e Cina“, si legge nel testo, che prevede anche la creazione di un “presidio governativo speciale focalizzato sul recupero e rilancio del settore nel prossimo triennio con l’obiettivo di assicurare coordinamento governativo orizzontale e territoriale verticale nel periodo di rilancio“. Per questo occorre concedere agevolazioni e defiscalizzazioni per le attività del 2020-2021, incentivando gli operatori ad aprire in modo da preservare sia l’avviamento sia l’occupazione.

Uno degli obiettivi della mobilità post-Covid, si legge nel rapporto della task force di Colao, deve essere quello di “incentivare il rinnovo del parco mezzi del Trasporto Pubblico Locale verso mezzi a basso impatto” ma anche quello dei “mezzi pesanti privati con soluzioni meno inquinanti“. Si invita a pianificare investimenti e finanziamenti a favore della ciclabilità, incentivando la creazione dell’infrastruttura ciclistica e incoraggiandone l’utilizzo.

Sul tema infrastrutture il suggerimento è quello di identificare chiaramente quelle “di interesse strategico” e creare un presidio di esecuzione che garantisca la rimozione di ostacoli alla loro realizzazione anche attraverso “leggi o protocolli nazionali di realizzazione non opponibili da enti locali“. E’ quanto prevede il Piano Colao per trasformare le reti infrastrutturali energetiche, di Tlc o lo stesso l’ambiente in un “volano’ di rilancio“. La pianificazione di tali infrastrutture dovrebbe avvenire attraverso una unità di presidio presso la Presidenza del Consiglio.

E’ importante poi creare poli universitari di eccellenza scientifica internazionale differenziando le università al loro interno sulla base della pluralità di missioni e del diverso grado di qualità della ricerca delle loro strutture interne. Tra le azioni suggerite c’è quella di incentivare, da parte del Ministero, “le università piccole o mono-disciplinari a specializzarsi in una particolare combinazione delle diverse funzioni oggi svolte: formazione di base, formazione specialistica e dottorale, ricerca pura, ricerca applicata e terza missione, partecipazione a network internazionali, contributo allo sviluppo territoriale, ecc“. Vengono così premiate solo quelle strutture che raggiungono risultati eccellenti nelle funzioni prescelte.

Per i figli sì all’assegno unico ed un reddito ad hoc per le donne che subiscono violenza. “Un contributo di libertà, vale a dire una un contributo pubblico tipo reddito di Emergenza e/o Cittadinanza che garantisca loro un supporto iniziale, da destinare a spese di sussistenza, alloggio, mobilio, salute, educazione e socializzazione dei figli, corsi professionali, con l’obiettivo concreto di farsi una vita autonoma“, si legge nel rapporto.

di: Maria Lucia PANUCCI

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