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Istat, il Covid-19 colpisce i consumi: -4% nei primi tre mesi

Esclusi gli alimentari e l’abitazione il crollo è del 12%

Come era prevedibile, il Covid ha colpito i consumi, in calo del 4% nei primi tre mesi. “Le stime preliminari del primo trimestre 2020 mostrano che le misure di contenimento della diffusione del Covid-19 hanno prodotto un calo di circa il 4% della spesa media mensile rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente“. Lo attesta l’Istat nel report sui consumi delle famiglie, sottolineando che “la marcata riduzione dell’offerta e della domanda commerciale al dettaglio ha determinato una flessione delle spese diverse da quelle per prodotti alimentari e per l’abitazione di oltre il 12% rispetto al primo trimestre 2019“.

Lo scorso anno la stima media della spesa media mensile per consumi delle famiglie residenti in Italia si aggira sui 2.560 euro in valori correnti. E l’Istat segnala che la metà delle famiglie spende più di 2.159 euro al mese. La spesa media mensile aumenta al crescere dell’ampiezza familiare anche se l’incremento è meno che proporzionale rispetto all’aumento del numero di componenti.

Notevoli i divari territoriali legati a fattori di natura economica e sociale, dai redditi al livello dei prezzi al consumo, dalle abitudini ai comportamenti legati ai consumi. I livelli di spesa più elevati, oltre la media nazionale, continuano a registrarsi nel Nord-ovest (2.810 euro), nel Nord-est (2.790) e nel Centro (2.754 euro); più bassi, e inferiori alla media nazionale, nelle isole (2.071 euro) e al Sud (2.068 euro).

Le capacità di spesa e le abitudini di consumo variano poi a seconda della cittadinanza dei componenti. Nel 2019, il divario tra la spesa delle famiglie composte solamente da italiani (2.615 euro) e quella delle famiglie con almeno uno straniero (1.995 euro) è di 620 euro (il 23,7% in meno), divario che sale a 952 euro (-36,4%) se si considerano le famiglie composte solamente da stranieri. La spesa mensile, ricorda l’Istat, è strettamente associata anche alla condizione professionale della persona di riferimento della famiglia, che ne caratterizza fortemente le condizioni economiche e gli stili di vita. A spendere di più sono le famiglie in cui la persona di riferimento è imprenditore o libero professionista (3.918 euro mensili), seguono quelle che con a capo della famiglia un lavoratore dipendente nella posizione di dirigente o impiegato (3.273 euro).

di: Maria Lucia PANUCCI

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