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Entrate, al via le domande per il contributo a fondo perduto

Ecco come ottenerlo

Via libera alla domanda per ottenere il contributo a fondo perduto previsto dal decreto Rilancio. Ieri sera sono arrivati il modello e le istruzioni da parte dell’Agenzia delle Entrate per richiedere e ottenere il contributo a favore delle imprese e delle partite Iva colpite dalle conseguenze economiche del lockdown: si parte da un minimo di 1.000 euro per le persone fisiche e due mila euro per le società. Il canale si aprirà nel pomeriggio di lunedì e si chiuderà il prossimo 13 agosto. Ci sarà più tempo, invece, nel caso in cui il soggetto richiedente sia un erede che continua l’attività per conto del soggetto deceduto: in questo caso l’istanza può essere presentata a partire dal 25 giugno e non oltre il 24 agosto. Il termine del 24 agosto vale anche per presentare una nuova istanza che andrà a sostituire tutte quelle precedentemente inviate per le quali non è stato già eseguito il mandato di pagamento del contributo.

Come abbiamo già accennato, il contributo a fondo perduto può essere richiesto da imprese, partite Iva o dai titolari di reddito agrario, a patto che siano in attività alla data di presentazione della domanda. Sono invece esclusi i soggetti la cui attività risulta cessata nella data di presentazione della domanda, i soggetti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria (le cosiddette casse previdenziali), gli intermediari finanziari e le società di partecipazione, i soggetti che fruiscono del bonus professionisti e del bonus lavoratori dello spettacolo introdotti dal decreto Cura Italia e gli enti pubblici.

Due i requisiti da soddisfare per ottenere il contributo: aver conseguito nel 2019 ricavi o compensi non superiori a cinque milioni di euro; l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 dev’essere inferiore ai due terzi dell’analogo ammontare del mese di aprile 2019. Ma ci sono due eccezioni per quanto riguarda quest’ultimo requisito e sono previste per chi ha avviato l’attività dal 1° gennaio 2019 (il contributo spetta allora a prescindere dal calo del fatturato) e per gli operatori con domicilio fiscale o sede operativa situati nel territorio di Comuni colpiti da eventi calamitosi (sisma, alluvione, crollo strutturale) ancora in emergenza al 31 gennaio 2020 quando è scattato lo stato di emergenza per il Coronavirus.

L’Agenzia delle Entrate spiega anche come si calcola il contributo che spetta. alla differenza fra il fatturato e i corrispettivi del mese di aprile 2020 e il valore corrispondente del mese di aprile 2019 si applica una specifica percentuale in relazione all’ammontare di ricavi e compensi: 20% se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 non superano la soglia di 400 mila euro; 15% se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 non superano la soglia di un milione di euro; 10% se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 non superano la soglia di cinque milioni di euro.

A partire da lunedì pomeriggio la domanda potrà essere inviata, anche avvalendosi di un intermediario, mediante il canale telematico Entratel oppure mediante un’apposita procedura web che l’Agenzia delle Entrate attiverà all’interno del portale Fatture e Corrispettivi del suo sito.

di: Maria Lucia PANUCCI

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