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Le Borse europee partono in rosso nonostante la Fed

Ieri sera il Nasdaq ha toccato nuovi record ma i future sono deboli. Preoccupa un ritorno del Covid

I mercati europei aprono in netto ribasso sulla scia di una seduta negativa per buona parte delle piazze asiatiche. Avvio negativo a Francoforte con il Dax che cede il 2,7%, mentre il Ftse 100 di Londra e l’indice di Parigi Cac40 lasciano rispettivamente sul terreno il 2,5% e il 2,76%.

Tutto questo nonostante la Federal Reserve abbia adottato una via di pieno supporto all’economia garantendo un livello di tassi prossimo allo zero fino a tutto il 2022 (leggi qui). Rassicurazioni che hanno spinto il Nasdaq a nuovi record alla chiusura di ieri, segnando un +0,67%, insieme alle parole del segretario al Tesoro americano Steve Mnuchin che ha aperto ad ulteriori stimoli fiscali per le aziende che faticano a riaprire, soprattutto nei campi del turismo e del tempo libero, con aiuti diretti per i loro disoccupati.

La scommessa su un rapido rimbalzo dell’economia che aveva favorito il recente sprint degli indici in Europa è stata ridimensionata anche dalle previsioni economiche rese note ieri dall’Ocse: -6% per il Pil mondiale nel 2020 che potrebbe arrivare a -7,6% nel caso di una seconda ondata di contagi in autunno (approfondisci qui).

Le Borse asiatiche si sono mosse in ampio ribasso dopo che negli Usa i casi di positività hanno superato quota due milioni e l’avanzata dell’epidemia in America Latina preoccupa profondamente l’Oms. Tokyo ha perso il 2,8%, Sydney il 3% e Seul l’1,4% mentre, sul finale di seduta, Hong Kong cede il 2%, Shanghai e Shenzhen l’1%.

In attesa degli Stati generali voluti dal premier Conte per programmare il rilancio, occhi puntati oggi sull’Istat che diffonderà i dati sulla produzione industriale. L’euro apre sopra 1,13 dollari dopo la Fed: passa di mano a 1,1349 dollari e a 121,51 yen. Giù la sterlina che tocca 1,27 sul biglietto verde. Sul fronte del debito si segnala l’asta del Tesoro di Btp a 3, 7 e 15 anni per complessivi 9,5 miliardi mentre a Bruxelles si riuniscono i ministri finanziari nell’Eurogruppo.

I prezzi del petrolio sono in ribasso, dopo le scorte settimanali Usa al massimo storico e con le previsioni nere della Fed che pronostica che il Pil Usa scenderà del 6,5% quest’anno. Sui mercati asiatici i future sul Light crude Wti avanzano del 3,3% a 38,28 dollari e quelli sul Brent cedono del 2,8% a 40,57 dollaro al barile.

di: Maria Lucia PANUCCI

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