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Partenza in rosso per le Borse europee

Negativa anche l’Asia. Spaventano i nuovi casi di Coronavirus in Cina

Il Coronavirus è tornato a far paura, i casi continuano ad aumentare in Asia ma anche negli Stati Uniti dopo la riapertura delle attività e così le Borse europee aprono oggi tutte negative. Nei primi minuti di contrattazione l’indice Eurostoxx 50 cede il 2,7%. A Francoforte il Dax perde il 2,7%, a Parigi il Cac40 scivola del 2,6% e a Londra l’indice Ftse100 segna una flessione del 2,14%.

Giornata no anche per l’Asia. I listini chiudono la seduta in rosso risentendo dei timori di una seconda ondata di contagi, dopo i nuovi casi di Pechino, 49 solo nella giornata di ieri di cui 10 importati e 39 locali. A pesare ha contribuito anche il ribasso del petrolio.

L’indice Nikkei 225 della borsa di Tokyo ha chiuso scivolando del 3,47%, a 21.530,95 punti. Anche Seoul è scivolata del 3,45%. Deboli le borse cinesi, con Shanghai che cede un -0,52%, mentre Shenzhen recupera un +0,32%. Più sacrificata Taiwan che cede lo 0,89%. Negativi gli altri listini che chiuderanno più tardi le rispettive sedute, con Hong Kong che perde l’1,82% e Singapore il 2,39%, assieme a Kuala Lumpur (-1,93%) e Bangkok (-2,51%). Tiene meglio Jakarta (-0,06%). In rosso la piazza di Mumbay (-1,99%) e quella di Sydney (-1,75%).

Ancora bagno di sangue a Wall Street, dove i futures sul Dow Jones crollano di 778 punti, anticipando un avvio di seduta in perdita, per l’indice azionario Usa, di più di 850 punti. In calo anche i contratti sullo S&P 500 e sul Nasdaq 100.

L’euro sta perdendo terreno, lo 0,14% a 1,1241, lo yen si rinforza come valuta rifugio, segnando un +0,23% a 107,13, la sterlina perde in verticale lo 0,5% a 1,2479. 

Oggi è previsto un summit importante fra Ue e Uk sulla Brexit, che si svolgerà in videoconferenza. Partecipano il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, il presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, il presidente del Parlamento europeo David Sassoli e il premier inglese Boris Johnson. I timori sono di un addio dei Londra senza un vero e proprio accordo e la sterlina ne sta risentendo.

Questa mattina è prevista la pubblicazione dell’inflazione in Italia definitiva per maggio. Le previsioni sono di un -0,1% anno su anno, oltre alla bilancia commerciale Ue di aprile, con gli analisti che si aspettano 16,2 miliardi di euro di surplus contro 15,9 miliardi di aprile.

Intanto cedono sia l’oro dello 0,5% a 1.727,5 dollari l’oncia, sia il petrolio Wti americano, che perde il 5% a 34,5 dollari il barile.

di: Maria Lucia PANUCCI

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