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Wall Street apre male

In rosso anche le Borse europee per la paura di nuovi contagi

Wall Street in apertura si muove in territorio negativo.Nei primi minuti di contrattazione il Dow Jones scivola dello 0,80%, l’S&P500 cede lo 0,56% mentre il Nasdaq rimane fermo sulla parità con un -0,05%. A fermare la striscia di rialzi sono i timori legate alla pandemia di Coronavirus nel mondo, e in particolare ai nuovi contagi negli Stati Uniti che fanno temere l’arrivo di una nuova ondata. “Negli Stati Uniti continua a preoccupare la situazione epidemiologica, con alcuni stati (California e Texas) che ieri hanno registrato il livello record di nuovi contagi giornalieri, oltre le 5.000 unità – sottolineano gli strategist di Mps Capital Services indicando che nel frattempo – il Governo americano continua a lavorare a una nuova misura di stimolo che stando alla parole del Segretario del Tesoro, Mnuchin, potrebbe già essere approvato a luglio“.

La paura per i nuovi contagi Covid, soprattutto negli Usa, manda in rosso anche le Borse europee. Tutti i listini del Vecchio Continente verso metà seduta registrano ribassi che in alcuni casi superano il 2%, contagiando anche Piazza Affari (che aveva resistito almeno nelle battute iniziali). A livello settoriale in Europa pesano soprattutto le vendite su auto, energia e banche.

Ad appesantire il clima le indiscrezioni, riportate dall’agenzia Bloomberg, sull’ipotesi che gli Usa decidano nuovi dazi su 3,1 miliardi di dollari di esportazioni da Francia, Germania, Spagna e Regno Unito.

A Piazza Affari si salva solo Atlantia Sull’azionario milanese, dove la maggior parte dei titoli del Ftse Mib è in profondo rosso, si salva solo la holding Atlantia mentre sembra essere alle battute finali l’accordo con il governo Conte sulle concessioni autostradali, con l’ipotesi di una discesa sotto il 50% del capitale della controllata Aspi (leggi qui). Dopo un avvio discreto, calano anche i titoli bancari, così come si sono fermati gli acquisti degli investitori sul gruppo Fca. In coda al listino ancora il lusso con Moncler e i titoli legati al settore petrolifero. Debole il ramo farmaceutico con Recordati e Diasorin. Le vendite stanno poi zavorrando anche l’industria con Leonardo e le tlc con Telecom Italia.

Sul mercato valutario il biglietto verde si conferma debole e l’euro quota 1,1319. “Continua la debolezza generalizzata del dollaro – spiegano gli analisti di Mps Capital Services – in vista del fine trimestre e in scia ai dati macro migliori delle attese che indeboliscono la domanda di porti sicuri. L’appetito per il rischio favorisce diverse valute del comparto emergente, con il real brasiliano in deciso apprezzamento“.

In lieve rialzo il petrolio con il Wti agosto che scambia sui 40 dollari, mentre il Brent pari scadenza è oltre i 42 dollari al barile. Il prezzo dell’oro ha invece raggiunto un nuovo massimo da 7 anni e mezzo, superando i 1.770 dollari. “Il recente rialzo dei mercati azionari non è stato sufficiente a soddisfare l’appetito degli investitori per il lingotto poiché un numero crescente di operatori vede la scalata delle borse come fragile e insostenibili“, spiegano da ActivTrades.

di: Maria Lucia PANUCCI

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