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Unioncamere, a causa del lockdown ci sono 44 mila imprese in meno

Federmeccanica rincara la dose: “Un’azienda su tre pronta a tagli sul lavoro”

Sono già 44 mila in meno le nuove imprese nel nostro Paese a causa del lockdown e il dato è destinato ad aumentare. A lanciare l’allarme è Unioncamere nel corso della sua Assemblea annuale, rivelando che lo scotto maggiore verrà pagato soprattutto dalle regioni del Nord.

Durante la riunione è stata lanciata una proposta di ripresa in 10 punti al Governo ed in particolare al ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli. “Si tratta – ha spiegato il Presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli – di agire su digitalizzazione e tecnologie 4.0, infrastrutture, semplificazione, giustizia civile e mediazione, internazionalizzazione, nuove imprese e giovani, sostenibilità, formazione, dotazione finanziaria e irrobustimento organizzativo delle imprese. Agire su questi punti è la vera priorità del Paese”.

Secondo Sangalli spingere l’acceleratore sulla digitalizzazione delle imprese e sull’adozione delle tecnologie 4.0 porterebbe ad un incremento di oltre un punto e mezzo di Pil nel breve termine, mentre ridurre gli oneri burocratico-amministrativi sulle imprese (in primo luogo quelli legati all’avvio di un’azienda o al pagamento delle imposte) vuol dire per l’Italia recuperare quasi due punti di prodotto interno lordo.

Ma non finisce qui perché a lanciare un altro allarme, che questa volta riguarda le aziende metalmeccaniche, è Federmeccanica secondo cui complessivamente i volumi di produzione realizzati nel mese di aprile risultano più che dimezzati (-54,6%) rispetto a febbraio.

Ed il futuro per il comparto si prospetta piuttosto nero con un’azienda su tre che sarà costretta a tagliare i posti di lavoro. “La fase recessiva dovrebbe protrarsi anche nel corso del secondo trimestre – spiega l’associazione – con il 34% delle imprese che ritiene di dover ridimensionare, nel corso dei prossimi 6 mesi, gli attuali livelli occupazionali“.

Il 41% delle imprese teme di perdere in modo strutturale quote di fatturato sul mercato interno ed il 47% su quelli esteri, dato che la fabbricazione di autoveicoli nel mese di aprile è risultata pari a zero. “Gli imprenditori vivono nell’incertezza, non sapendo quello che potrà accadere domani. Occorre agire tempestivamente senza ulteriori indugi con misure concrete per alimentare la domanda e azioni efficaci per garantire liquidità. E’ una questione di sopravvivenza“, ha spiegato il direttore generale di Federmeccanica, Stefano Franchi che sottolinea come da parte del Governo e della politica ci debba essere una risposta forte e concreta, che individui le direttrici strategiche su cui investire i fondi pubblici e quelli, obiettivamente importanti, che l’Unione europea metterà a disposizione. “Il Governo più di una volta ha proposto soluzioni fantastiche e poi si sono rilevate inattuabili, bisogna capire esattamente i termini – ha continuato. – Dovrebbero essere aiutate le aziende che anticipano la cassa integrazione, perché stanno sostenendo un onere che non dovrebbe essere loro, purtroppo anche lì vediamo i guasti e i difetti di una burocrazia che è stato ed è un male anche oggi per il nostro Paese“.

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA

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