
Crescita modesta del Pil , soprattutto nel Nord. Le costruzioni fanno da volano
L’inflazione resta negativa a causa della decelerazione dei prezzi dei beni energetici (-12,1%), solo in parte compensata dall’aumento di quelli alimentari, per la cura della casa e della persona (+2,3%). A confermarlo è l’Istat che ha pubblicato i dati relativi al mese di giugno. Entrando nel dettaglio questo mese l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,1% su base mensile e una diminuzione dello 0,2% su base annua (come nel mese precedente). L’inflazione di fondo, seppur in lieve rallentamento, si conferma quindi positiva (+0,7%).
E non è tutto perché sempre l’Istat rivela che nel 2019 la crescita del prodotto interno lordo è leggermente superiore alla media nazionale nel Nord-est (+0,5%) e nel Nord-ovest (+0,4%). Il Centro e il Mezzogiorno registrano il medesimo tasso di crescita (+0,2%), di poco inferiore alla media nazionale (+0,3%). “L’occupazione segna l’incremento più marcato nel Nord-est (+1,2%), grazie soprattutto alla crescita nel settore degli altri servizi (+2,6%). Nelle regioni del Mezzogiorno si registra l’aumento dell’occupazione più contenuto (+0,2%), condizionato essenzialmente dalla flessione dell’industria (-0,5%)”, si legge nel rapporto.
Il settore che ha contribuito maggiormente alla crescita del valore aggiunto nel Nord-est è quello delle costruzioni (+3,5%) ma buoni risultati si registrano anche negli altri servizi (+1,5%) e nei servizi finanziari, immobiliari e professionali (+1%). Una performance invece particolarmente deludente è quella dell’agricoltura (-6,4%), mentre diminuzioni assai più contenute caratterizzano il settore dell’industria (-0,1%) e del commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni (-0,1%).
di: Maria Lucia PANUCCI
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