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Lavoro, il Consiglio d’Europa boccia l’Italia: “Viola la parità di genere”

Tra i 15 Paesi esaminati solo la Svezia non presenta criticità

L’Italia viola nel lavoro la parità di genere ed i passi compiuti finora sono insufficienti. Il rimprovero arriva dal Comitato europeo dei diritti sociali (Ceds) del Consiglio d’Europa, che si è espresso sul reclamo presentato dall’Ong University Women of Europe, secondo cui il nostro Paese ha violato i diritti delle donne “perché ha fatto insufficienti progressi misurabili nel promuovere uguali opportunità per quanto concerne una pari retribuzione“.

Tra i 15 Stati che sono stati esaminati dal Ceds solo la Svezia non ha evidenziato criticità. “Il divario retributivo tra donne e uomini è inaccettabile, eppure continua a rappresentare uno dei principali ostacoli al conseguimento di una reale uguaglianza nelle società moderne – ha affermato Marija Pejcinovic Buric, segretario generale del Consiglio d’Europa. – I governi europei devono intensificare urgentemente gli sforzi per garantire pari opportunità professionali“.

Il comitato ha messo sotto la lente d’ingrandimento Italia, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Finlandia, Francia, Grecia, Irlanda, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovenia e Svezia.

di: Maria Lucia PANUCCI

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