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Mes, si alza la tensione tra Pd e M5s. Il voto in Aula rimandato a settembre

Conte non prende posizioni ed anzi chiede tempo. Alla Merkel dice: “Nessuna intromissione. Decide l’Italia!”

Il Mes continua a dividere la maggioranza. Nicola Zingaretti chiede, con una nettezza finora inedita, che sull’attivazione del fondo non ci siano più tergiversazioni. E preme perché il Movimento 5 Stelle molli la presa. “Oggi possiamo avere le  risorse per fare quei grandi investimenti che ci  permetteranno di migliorare la qualità di assistenza e cura – ha scritto su facebook il segretario del Pd. – Ecco 10 ragioni concrete per  dire sì ai soldi europei senza condizionalità da investire  per il sistema sanitario italiano: investire nella ricerca; rivoluzionare e digitalizzare il settore sanitario; dare più centralità a medicina territoriale e distretti; dare più forza alla medicina di base; riformare i servizi per anziani  e malati cronici; modernizzare e adeguare gli ospedali;  aumentare gli investimenti nel personale sanitario; garantire  l’accesso alle terapie; ampliare le borse di studio;  aumentare i posti finanziati per gli specializzandi“. 

Parole queste che sembrano risuonare nel vuoto dato che il M5s continua a fare muro e a ribadire il suo no all’utilizzo di questo strumento. “La nostra posizione non cambia, è la stessa di ieri, di una settimana fa e di un mese fa“. E lo sottolinea anche  il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli: “La posizione del Movimento non cambia“.

I 10 buoni motivi, avallati dal Pd, per richiedere gli aiuti del Mes non hanno quindi smosso le acque. Eppure il silenzio ufficiale di Conte dimostra che, a giudizio di Palazzo Chigi, l’argomento non è ancora maturo. “Prima vediamo come va il prossimo Consiglio europeo, quanti soldi e quali strumenti avremo esattamente a disposizione – è il ragionamento che Conte ripete ai vertici del Pd – poi sarò io stesso a verificare i numeri in Senato“. Al Pd Conte chiede a chiare lettere pazienza.

E se non vuole pressing interni, figuriamoci dall’esterno. Alla cancelliera Angela Merkel Conte ha fatto intendere che non vuole intromissioni. In un’intervista a diversi quotidiani europei fra i quali La Stampa, Merkel ha sottolineato che sono stati creati vari strumenti, tra cui anche il Mes, per essere utilizzati e che l’Italia farebbe bene a non sprecare questa occasione. A stretto giro arriva la risposta del primo ministro italiano: “A far di conto sono io, col ministro Gualtieri, i ragionieri dello Stato e i ministri“, ha detto.

Nonostante i tentennamenti sull’utilizzo del fondo il premier ha però ribadito un concetto: il governo non è ferma ma prosegue, “senza sosta“, la sua azione. “Ci siamo ripromessi di raggiungere ambiziosi obiettivi, ambientali e occupazionali, e siamo ben determinati a rispettare questo impegno“, ha ricordato.

Proprio domani il premier cercherà di dare una nuova sterzata al Recovery Plan italiano in un vertice di maggioranza tutto a sfondo economico: sul tavolo ci saranno infatti il dl semplificazioni e lo scostamento di bilancio per mettere in campo un decreto luglio che potrebbe arrivare fino a 20 miliardi. 

di: Maria Lucia PANUCCI

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