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Ecobonus, si va verso l’estensione alle seconde case unifamiliari

Oggi si vota l’emendamento al decreto Rilancio. I benefici di ristrutturazione e risparmio energetico andrebbero anche alle villette a schiera. Esclusi palazzi signorili, ville e castelli

Al via da oggi alcune misure importanti messe in campo dal Governo per aiutare l’economia a rialzarsi dopo l’emergenza Coronavirus. Scatta oggi il taglio del cuneo fiscale (leggi qui) ed il limite a duemila euro per l’uso dei contanti (approfondisci qui).

Buone notizie anche per chi dopo i mesi di lockdown sta pensando di ristrutturare casa visto che parte anche il superbonus al 110%. Lo sconto fiscale per la riqualificazione energetica degli edifici e per la messa in sicurezza anti-sismica è ancora oggetto delle modifiche del Parlamento al decreto Rilancio e mancano le regole dell’Agenzia delle Entrate per accedere all’agevolazione, che al momento si applica alle prime case e alle seconde case in condominio per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2021.

Ora però tra le possibili modifiche c’è un prolungamento delle tempistiche fino al 2022 e l’estensione del bonus a tutte le seconde case. Si va infatti verso l’allargamento del superbonus al 110% anche per quelle unifamiliari, come le villette a schiera, e al terzo settore. Restano escluse le abitazioni signorili, ville o castelli. Lo prevede la riformulazione di un emendamento al decreto Rilancio che dovrebbe essere votata in commissione Bilancio della Camera nelle prossime ore.

La proposta di modifica estende la detrazione del 110%, prevista per gli interventi antisismici e di miglioramento energetico, anche alle unità immobiliari all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno. Vengono inoltre rimodulati i massimali di spesa per gli interventi di coibentazione, differenziando in base alla tipologia di edificio.

Le persone fisiche che non esercitano attività di impresa o arti e professioni possono beneficiare della detrazione al 110% solo per interventi effettuati su un massimo di due unità immobiliari, fermo restando il riconoscimento, senza limitazioni, delle stesse detrazioni per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell’edificio. Sono ammessi all’agevolazione anche gli interventi di demolizione e ricostruzione.

L’intervento si applica anche agli impianti a collettore solare e alle caldaie a biomasse in classe 5 stelle, queste ultime solo in sostituzione di una caldaia a biomassa pre-esistente. Per gli interventi di isolamento termico delle superfici che interessano l’involucro dell’edificio il tetto delle spese per usufruire della detrazione è di 50.000 per gli edifici unifamiliari o per le unità immobiliari all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno, scende a 40.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti da due a otto unità immobiliari e a 30.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti da più di otto unità immobiliari.

Per gli interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di riscaldamento e/o il raffrescamento e la fornitura di acqua calda sanitaria, il tetto delle spese è di 20.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti fino a otto unità immobiliari o 15.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti da più di otto unità immobiliari.

Per gli interventi sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari all’interno di edifici plurifamiliari per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento e/o il raffrescamento e/o la fornitura di acqua calda sanitaria, il tetto di spesa è di 30.000 euro e la detrazione è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito. 

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: AGI

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