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Trump e Merkel: due leader agli antipodi

La bomba a orologeria è il triangolo USA-Europa-Cina

“C’eravamo tanto amati”. No, manco quello: Trump e Merkel non si sono mai piaciuti. Le differenze tra i due leader sono siderali. Lui, uomo d’affari, lavoratore e imprenditore prestato alla politica, che ha sempre guardato con diffidenza e tenta tutt’ora di smantellarne i dogmi. Lei, al contrario, una vita nel partito, non conosce altro mestiere che la politica. Nei summit si guardano in cagnesco e si vedono come un rozzo presuntuoso e una badessa rompi-scatole. Ma negli ultimi mesi l’antipatia è diventata scintille, come ha sancito una recente dichiarazione del ministro degli esteri Heiko Maas: «Le relazioni transatlantiche, per come sono adesso, non soddisfano più le esigenze di entrambe le parti». Non solo, «chi pensa che tutto sarà come una volta con un presidente democratico sottovaluta i cambiamenti strutturali». Come dire: anche con Biden niente sarà più come prima nelle relazioni tra i due. E tanto Biden non vincerà, ma questo ve lo dico io: lasciate perdere i sondaggi.

Qualcosa si è rotto tra i big. Il governo tedesco non ha rispettato il budget di spesa NATO del 2%, mentre gli americani hanno messo il 3,42% per gli investimenti militari; Merkel ha dato forfait al G-7 senza troppi complimenti; Trump ha appena dato ordine di ritirare un quarto delle unità di truppe militari presenti nel territorio teutonico. Infine la ciliegina sulla torta è il progetto North Stream 2, il gasdotto che unirebbe Germania e Russia scavalcando l’Ucraina: secondo indiscrezioni di Bloomberg il presidente americano avrebbe già pronti nuovi dazi per colpire quello che è diventato un rivale europeo.

Ma la bomba a orologeria è il triangolo USA-Europa-Cina. La cancelliera fin dal primo screzio si è posta come paladina (non richiesta) del galateo fra Trump e Xi, e ora il tycoon ne ha fin sopra i capelli di questo buonismo da Collegio St. Blasien. Pechino-Berlino è un asse strategico di affari e interessi commerciali, tra supply-chain e scambi finanziari e se Angela Merkel dovesse scegliere, oggi, sceglierebbe indubbiamente per gli asiatici. Il silenzio dell’Unione Europea sulla crisi di Hong Kong è assordante e vergognoso e da ieri è iniziato il semestre di presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea per la Germania: rischia di diventare un vuoto pneumatico di diplomazia. Per non parlare degli asset chiave dei prossimi mesi/anni: 5G, infrastrutture energetiche, intelligenza artificiale (informatica quantistica), ambiente. L’attrazione fatale di una rotta post-comunista potrebbe risultare proprio fatale: il dolce abbraccio mortale della Cina. Per l’Italia è un’occasione irripetibile per sorpassare i “crucchi”, diventare il partner di riferimento degli USA in Europa e salvarla da quell’ infausto destino. Non perdiamo questa opportunità.

di: Matteo VALLÉRO

Direttore editoriale Business24

articolo uscito nella rubrica IL CAPITALE sul quotidiano La Verità di ieri 2 Luglio 2020

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