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Bonomi attacca ancora il Governo: “Servono obiettivi, non nomi roboanti”

“Non si governa con gli annunci”

Non basta fare un nome roboante, mi devi dire quali sono gli obiettivi di queste riforme, cosa ci aspettiamo e come lo si vuole fare. Questo insieme di realtà di interventi su ogni ambito della vita italiana non indica delle priorità ma mostra solo l’ampiezza di problemi aperti che abbiamo come Paese“. Il presidente di Confindustria attacca nuovamente il Governo e lo fa al convegno digitale 3R – Ripartenza, Responsabilita’, Resilienza dei Giovani Imprenditori. Il suo riferimento è al decreto Semplificazioni che l’Esecutivo dovrebbe varare a breve e che è oggetto di molti dibattiti e motivo di dissidi all’interno della stessa maggioranza.

Ma le critiche del leader degli industriali non si fermano qui: “Viviamo tempi – ha detto – in cui conta di più il dividendo elettorale che la civiltà di una società. Noi siamo in un Paese in cui la realtà non viene raccontata, nessuno ha il coraggio di dire cosa ci aspetta in autunno, sicuramente la realtà è che le scelte pubbliche adottate hanno reso più duraturi gli effetti delle crisi mondiali rispetto ad altri Paesi“.

E allora cosa ci aspetta? A fare un quadro chiaro ci pensa il leader degli industriali under 40, Riccardo Di Stefano che senza tanti giri di parole dice: “Ci attende un crollo del Pil attorno al 9%, l’esplosione del debito pubblico e il rischio di raddoppio del numero di famiglie in povertà assoluta. Saranno mesi complicati, in cui perdere tempo significa perdere l’occasione di contenere gli effetti della crisi economica. E occorre modificare le politiche che non hanno prodotto risultati come il reddito di cittadinanza. Solo il 2% ha trovato lavoro. Basta con le misure costose e inefficaci“.

E al Governo chiede di accelerare i tempi: “Fare impresa in Italia resta difficile. E’ intollerabile per la seconda manifattura europea. Ecco perché chiediamo al Governo che venga varato subito il decreto semplificazioni. E chiediamo di saldare i 50 miliardi di debiti pregressi della P.a“.

di: Maria Lucia PANUCCI

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