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Ue, Asse Italia-Spagna-Portogallo per uscire dalla crisi

Sanchez: “Stati Uniti d’Europa o sarà il disastro”

Sono giorni davvero caldi sul fronte europeo. Dopo la conferenza stampa di ieri in cui il premier Conte ha presentato il decreto Semplificazioni approvato nella notte da Cdm (leggi qui), ha iniziato il suo tour tra alcuni paesi membri dell’Ue in vista della discussione finale sul Recovery Fund.

La prima tappa è stata Lisbona dove il premier ha incontrato il primo ministro portoghese Antonio Costa. Un dialogo proficuo, supportato dalla grande stima che nutrono l’uno verso l’altro. “C’è un grande sentimento di amicizia e di stima verso Antonio Costa con cui abbiamo sempre trovato il modo per coltivare un dialogo intenso e franco e quasi sempre ci siamo ritrovati su posizioni comuni – ha detto Conte in conferenza da Lisbona. – Abbiamo condiviso la visione che accomuna Italia e Portogallo sugli obiettivi dell’Europa. Abbiamo bisogno di una ripresa economica non solo dei nostri Paesi ma per l’Ue. Non ci saranno vincitori e vinti“. E poi ha specificato: “Di Mes non ne abbiamo parlato, non è nei nostri principali pensieri“. 

Una cosa è certa: entrambi i Paesi faranno fronte comune perché si arrivi ad una svolta definitiva il prima possibile. “Dobbiamo percorrere l’ultimo miglio. Il piano Next Generation Ue e il quadro finanziario pluriennale costituiscono un unico pacchetto. Non bisogna considerare i singoli aspetti e quindi dove su qualche aspetto qualche Paese perde forse può ricompensare su un altro aspetto. Noi ci batteremo perché il prossimo Consiglio Ue sia risolutivo“, ha concluso Conte.

Sulla stessa linea si muove anche la Spagna. Oggi il nostro presidente del Consiglio incontrerà il collega Sanchez e non sarà una tappa come le altre per stessa ammissione del premier iberico. “Questa alleanza, questo patto tra Italia e Spagna – ha spiegato al Corriere della Sera è necessario e può portare grandi frutti all’Europa. Siamo due popoli fratelli, mediterranei, europeisti. Dobbiamo dare una risposta comune, all’insegna della responsabilità e della solidarietà, sull’immigrazione e sul resto. Siamo stati colpiti dal virus più di altri perché siamo due Paesi aperti, con una forte proiezione internazionale. Ma ora Italia e Spagna possono contribuire a imprimere un cambiamento epocale all’Unione europea. Abbiamo reagito entrambi con disciplina, con resistenza, con spirito di vittoria. Abbiamo subìto un colpo durissimo, ma non ci siamo abbattuti; abbiamo fatto fronte in modo titanico“.

L’obiettivo è quello di rimanere uniti per uscire da questa emergenza e ricominciare la risalita. “Abbiamo messo in campo – ha continuato Sanchez – sforzi senza precedenti. Non ci siamo limitati a chiuderci in casa; il che già non era scontato. È emerso il valore e l’animo dei due popoli. In Spagna ci siamo mossi per salvare le imprese, evitare i licenziamenti, sostenere tre milioni e mezzo di lavoratori senza stipendio, aiutare un milione e mezzo di autonomi. E abbiamo introdotto il reddito minimo vitale, una misura simile al vostro reddito di cittadinanza.

Ma ora l’Europa deve fare la sua parte e su questo il premier spagnolo è drastico: “Se l’Ue riesce – prosegue Sanchez – potremo fare gli Stati Uniti d’Europa, se no sarà il disastro. Al termine dell’incontro porterò Conte a vedere Guernica di Picasso perchè per me Guernica significa due cose: memoria, ed Europa. La distruzione, e la ricostruzione. Vedo una spinta europeista che non avevamo visto mai. La crisi del Covid può essere ricordata come il momento storico in cui l’Europa rinacque e costruì il proprio destino“.

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA

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