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Ponte di Genova, La Corte Costituzionale dà torto ad Autostrade: “Legittimo estromettere la società dalla costruzione del nuovo ponte”

Conte passa alla stretta finale: “O arriva la proposta o scatta la revoca”

Il dossier Autostrade si complica ulteriormente e diventa un vero e proprio caso. Dopo la decisione di affidare ad Autostrade per l’Italia la gestione del nuovo Ponte di Genova in quanto concessionario attuale (leggi qui), è arrivata la sentenza della Corte Costituzionale che ha invece rimescolato le carte e complicato ulteriormente la situazione. Secondo la Consulta non è illegittimo estromettere ASPI dalla ricostruzione del viadotto. I giudici hanno quindi respinto i 6 ricorsi al Tar della Liguria che avevano sollevato dubbi di costituzionalità sull’articolo 41 della Carta per l’esclusione di Aspi dalla ricostruzione del Morandi, il cui crollo provocò la morte di 43 persone. Era stata la stessa società a rivolgersi al Tribunale per lamentare la violazione di una serie di diritti che sconfinavano, secondo i legali dell’azienda, nell’illegittimità costituzionale. Ma gli ermellini hanno dato torto ad Autostrade e di fatto hanno ritenuto giusta e legittima la sua esclusione.

«La Corte costituzionale ha esaminato nell’odierna camera di consiglio le questioni sollevate dal Tar della Liguria riguardanti numerose disposizioni del Decreto legge n. 109 del 2018 emanato dopo il crollo del Ponte Morandi. Il Decreto ha affidato a un commissario straordinario le attività volte alla demolizione integrale e alla ricostruzione del Ponte nonché all’espropriazione delle aree a ciò necessarie. Inoltre, è stato demandato al commissario di individuare le imprese affidatarie, precludendogli di rivolgersi alla concessionaria Autostrade Spa (Aspi) e alle società da essa controllate o con essa collegate. Infine, il Decreto impugnato ha obbligato Aspi a far fronte ai costi della ricostruzione e degli espropri», si legge in una nota.  

Secondo i giudici della Corte la decisione del Legislatore di non affidare ad Autostrade la ricostruzione del Ponte “è stata determinata dalla eccezionale gravità della situazione che lo ha indotto, in via precauzionale, a non affidare i lavori alla società incaricata della manutenzione del Ponte stesso“. 

La sentenza ha acuito ancora di più le divisioni all’interno del Governo. I pentastellati mantengono una posizione ferma. «Il Movimento 5 stelle minaccerà la crisi se il governo non prenderà la decisione della revoca della concessione», fanno sapere. Rincara la dose anche l’ex leader Luigi Di Maio «La Consulta ci ha dato ragione, non era illegittimo estromettere i Benetton dalla ricostruzione del Ponte di Genova, il nostro decreto andava bene. Un grazie, doveroso a Danilo Toninelli che ha sempre dato il massimo per la ricostruzione del Ponte. Adesso pensiamo a fare giustizia per le famiglie delle 43 vittime».

Ma ora è proprio il presidente del Consiglio ad essere chiamato in causa dai pentastellati, affinché acceleri sulla manovra di estromissione dei Benetton. Conte pure a detta sua vuole risolvere la questione il prima possibile. «La vicenda Autostrade si trascina da troppo tempo. Ma la procedura di revoca è stata avviata e ci sono tutti i presupposti per realizzarla, perché gli inadempimenti sono oggettivi, molteplici e conclamati. Quindi o arriva una proposta della controparte che è particolarmente vantaggiosa per lo Stato oppure procediamo alla revoca, pur consapevoli che comporta insidie giuridiche», ha detto senza mezzi termini.

Intanto la ministra De Micheli ha convocato per il pomeriggio una delegazione di Autostrade al MIT per discutere delle proposte avanzate dalla società.

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA

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