
Conte preme sull’acceleratore ma la linea di Rutte non cambia: risorse in cambio di riforme. Wilders manifesta contro il nostro premier. “Non un centesimo all’Italia”
Fare presto e restare ambiziosi, perché scelte al ribasso e tardive danneggerebbero il mercato unico e quindi non solo l’Italia, ma anche gli altri Paesi dell’Ue. E’ questo il messaggio che Conte ha portato con sé nell’incontro tanto atteso con il primo ministro olandese Mark Rutte, leader dei Paesi “frugali”, quelli che frenano sulla proposta di Recovery fund da 750 miliardi, proposta peraltro confermata dal presidente del Consiglio Ue Charles Michel (leggi qui).
Conte ha incassato l’alleanza con Portogallo e Spagna (approfondisci qui), ma convincere l’Olanda a cedere almeno un po’ è una impresa molto ardua. I Paesi “frugali” chiedono risorse minori a fronte di impegni più stringenti. Il fronte del Nord è fresco di un successo: ha imposto il nuovo presidente dell’Eurogruppo (leggi qui). Ed ora Rutte insiste perché le risorse vengano date a fronte di riforme. Quell’impegno, assicura Conte, c’è. Ma l’Italia chiede uguale impegno per una risposta corposa e tempestiva, senza altri rinvii. Per Roma non è ancora il momento di minacciare veti sul Quadro Finanziario pluriennale come leva per arrivare ad una soluzione sul Recovery fund. Ma la partita si giocherà su più tavoli.
Conte ha incontrato Rutte a Binnenhof, sede del governo dell’Aja e proprio lì fuori Geert Wilders, leader dell’opposizione olandese, si è scagliato contro il nostro premier, esibendo un cartello con su scritto “Non un centesimo all’Italia“. «Ne abbiamo bisogno anche noi, per questo non daremo un euro all’Italia», ha aggiunto Wilders. Parole che non sono proprio di buon auspicio.
di: Maria Lucia PANUCCI
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