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Avvio giù per le Borse europee

Asia al tappeto fra nuovi focolai e pil in forte contrazione

Le Borse europee hanno aperto le contrattazioni a ribasso sulla scia degli sviluppi della pandemia che iniziano a pesare sul sentiment del mercato. Il Dax cede oltre l’1%, mentre il Ftse 100 e il Cac40 lasciano sul terreno rispettivamente lo 0,8% e l’1,34%.

Chiusura in rosso per la Borsa di Tokyo. L’indice Nikkei ha mandato in archivio la seduta con una flessione dello 0,87% a 22.587,01 punti. In netto peggioramento Hong Kong (-1,64%); sulla stessa tendenza, poco sotto la parità Seul (-0,47%). Pesante Mumbai (-1,52%) e variazioni negative anche per Sydney (-0,71%).

La decisione della Casa Bianca nelle scorse ore di respingere quasi tutte le rivendicazioni marittime di Pechino nel Mar Cinese Meridionale ha accentuato il nervosismo degli investitori. Sul fronte della pandemia, oggi gli stati australiani hanno rafforzato i confini e limitato le visite ai pub, mentre Disney si è preparata a chiudere il suo parco a tema di Hong Kong e il Giappone ha intensificato i controlli a causa di un aumento nei nuovi casi di Coronavirus in Asia che ha alimentato i timori di una seconda ondata di infezioni.

Sul fronte macro, invece, le esportazioni cinesi sono aumentate inaspettatamente dello 0,5% su base annua a giugno contro aspettative del mercato di un calo dell’1,5% e dopo una perdita del 3,3% a maggio grazie al fatto che la domanda globale ha iniziato a migliorare.

Anche le importazioni cinesi, nel frattempo, sono cresciute oltre le attese: +2,7% su base annua sempre a giugno battendo il consenso del mercato di un crollo del 10% e dopo un calo del 16,7% un mese prima.

Per contro, la produzione industriale in Giappone è diminuita dell’8,9% mese su mese a maggio rispetto alla lettura preliminare di un calo dell’8,4%, e dopo un crollo del 9,8% un mese prima.

L’euro viaggia poco mosso contro il dollaro a 1,131 (+0,03%). Tra le commodities il Wti cede l’1,42% a 39,53 dollari e il Brent fa -1,22% a 42,22 dollari, mentre l’Opec è al lavoro per cercare un accordo con l’obiettivo di aumentare la produzione giornaliera da agosto (leggi qui). L’oro cede lo 0,562% a 1.803 dollari l’oncia.

Per quanto riguarda i dati macro del resto del mondo, gli investitori attenderanno soprattutto l’indice Zew di luglio sulla fiducia in Germania e i dati sull’inflazione Usa a giugno. In agenda anche la produzione industriale di maggio della zona euro.

di: Maria Lucia PANUCCI

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