
Rutte non molla ma Merkel assicura “pronti a scendere a compromessi”
«La crisi determinata dalla pandemia è simmetrica. Il Consiglio Ue deve mostrarsi all’altezza di una coraggiosa visione, non può mancare un obiettivo di portata epocale. Solo uniti riusciremo a rendere l’Ue di nuovo forte». In vista del prossimo Consiglio europeo del 17 e 18 luglio, con una informativa alla Camera, Conte ha ribadito nuovamente la necessità di ottenere i soldi per la ripresa il prima possibile. «La posta in gioco – ha continuato il presidente del Consiglio – non è solo il funzionamento del mercato unico, la tenuta dell’economia europea, la convergenza economica e sociale, ma sono in gioco i pilastri su cui si fonda l’Ue. Oggi sono messi a rischio dalla crisi del Covid-19 che ha colpito il Continente dopo due gravi crisi finanziarie. Se non vogliamo essere travolti dobbiamo essere coraggiosi. Quando sono in pericolo le fondamenta della casa comune nessuno Stato può avvantaggiarsi a danno di altri. Se alcuni Paesi soccombessero i Paesi più ricchi non se ne gioverebbero».
Il premier ritiene fondamentale che il Recovery fund, proposto dalla Commissione europea, sia approvato entro luglio e senza compromessi al ribasso. «Adesso tocca a noi assumere con rapidità una decisione altrettanto coraggiosa affinché Next generation Eu e il quadro finanziario possano tradursi in misure e azioni concrete – ha sottolineato. – Dopo la pausa estiva presenteremo a Bruxelles il nostro piano di ripresa e resilienza, saremo i primi».
La determinazione di Conte a risolvere la questione è indubbia ma oltre all’Italia ci sono altri 26 Paesi da mettere d’accordo e c’è sempre il muro del fronte frugale che non sembra voler mollare la presa. Il primo ministro olandese Mark Rutte è pessimista riguardo alle possibilità di raggiungere un accordo sul Recovery Fund al vertice dei leader Ue di venerdì e sabato. «Il dietro le quinte dei negoziati – ha detto parlando al Parlamento – non mi fa sperare sulla speranza di trovare un’intesa nel fine settimana». Secondo Rutte per arrivare ad un’intesa i sussidi dovrebbero comportare condizioni molto rigide. «Non sarei in grado di spiegare come possiamo concedere sovvenzioni senza promesse di riforme serie e modalità per assicurarci che effettivamente queste riforme avvengano. Ma non credo che questa idea sarà accettata», ha aggiunto.
Più morbida la posizione della Germania con Angela Merkel che invece si è detta pronta a scendere a compromessi pur di chiudere la partita in tempi brevi. Fa pressing con molto slancio anche il premier spagnolo che ha incontrato la cancelliera sempre al Castello di Meseberg, esattamente come Conte (leggi qui). «L’Unione europea è stata costruita sul dialogo, non sui veti – incalza Sanchez. – Se rinvieremo di continuo l’intesa, la crisi peggiorerà. La Spagna farà di tutto per arrivare entro luglio ad un’intesa».
Insomma le posizioni sono chiare e nette. L’Italia ha l’appoggio di Portogallo, Francia e Spagna. D’Altro rimane il pugno duro di Olanda, Austria Danimarca e Finlandia. La Germania sta nel mezzo.
di: Maria Lucia PANUCCI
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